15 anni dalla riforma che creò l’agricoltura multifunzionale

Bellomo Giancarmine - Parco Nazionale Alta Murgia MENZIONE PAESAGGIO AGRICOLO

Tante le novità emerse nel sesto rapporto annuale: “Gli Italiani e l’agricoltura“, realizzato da IPR- Marketing per Fondazione Univerde e Coldiretti, in occasione dell’anniversario della legge di orientamento e modernizzazione del settore agricolo firmata il 18 maggio 2001 dall’allora ministro dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio.

Il 76% degli italiani pensa che gli agricoltori svolgano un ruolo importante per l’ambiente, in particolare tenendo viva la tradizione (25%), facendo manutenzione del territorio contro le frane (20%), impedendo la cementificazione, coltivando biologico e offrendo lavoro (15%).

Il 66% del campione, un dato in crescita negli ultimi anni, conosce e apprezza la multifunzionalità. In particolare rispetto alle singole attività, gli italiani valutano positivamente: l’83% i farmer’s market; l’82% le agro energie rinnovabili; l’80% gli agriturismi e le fattorie didattiche; il 76% le attività agro sportive e il 67% gli agri ospizi per anziani. L’88% vorrebbe un mercato di agricoltori (farmer’s market) vicino casa per avere più possibilità di scelta e acquisto.

Gli italiani sono sempre più schierati per la sicurezza alimentare, anti OGM. Solo l’11%, infatti, è favorevole all’uso di OGM in agricoltura, il 75% è nettamente contrario e ben l’89% vorrebbe etichette no OGM sui prodotti in modo da scegliere in maniera consapevole. Il livello di conoscenza del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, è cresciuto rispetto allo scorso anno, passando dal 14% al 18%, ma mantenendo un valore ancora troppo basso. Alla domanda che sottolinea alcune conseguenze del TTIP sulle regole produttive alimentari, solo il 2% sarebbe disposto a vedere sugli scaffali pollo trattato con bagni di antimicrobici a base di ipoclorito di sodio o carne con ormoni, ovvero i prodotti in commercio negli USA.

Quando il 18 Maggio 2001 firmai il decreto legislativo che liberò le imprese agricole italiane da limiti anacronistici e voluti da precise lobby pensavo di fare una cosa giusta di cui essere orgoglioso, ma non mi aspettavo di innescare una rivoluzione così positiva per ambiente, consumatori e occupazione. È davvero bello vedere tanti giovani avvicinarsi alla terra e creare tante nuove attività: agriturismi; agri asili, fattorie didattiche e sociali; agro sport; agro energie; farmer’s market; botteghe di vendita diretta e perfino agri ospizi». «In quel periodo adottai una pecora per aiutare i pastori dell’Abruzzo e ora c’è stato il boom delle agro adozioni. Per difendere e far crescere questa agricoltura amica del lavoro, dell’ambiente e dei consumatori occorre proteggere la peculiarità del nostro modello agricolo, bloccando l’omologazione verso OGM e TTIP.

 

In basso il rapporto in PDF:

6° Rapporto – Gli italiani e l’agricoltura – Mag 016

 

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