World Water Forum: la sfida è ancora aperta

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È partito il Forum Mondiale dell’Acqua a Marsiglia, in Francia, e l’Onu ha lanciato l’allarme sull’uso indiscriminato di una risorsa così importante. La pressione da parte dell’uomo sulle risorse idriche deve necessariamente cambiare altrimenti non ne resterà più una goccia per soddisfare i mercati che ne sono grandi consumatori: il settore alimentare, la produzione di energia e i servizi sanitari. Il cambiamento climatico, inoltre, sta riducendo le fonti disponibili, generando molta più siccità e influendo sul ciclo idrologico. Secondo le stime dell’Onu, l’Asia, dove vive il 60 per cento della popolazione mondiale, possiede solo un terzo delle risorse idriche del Pianeta. La crescita della popolazione, l’aumento dei prezzi degli alimenti e la domanda di energia metteranno a rischio la fornitura idrica globale.
Già nel 2007, quando riuscii ad ottenere come Ministro dell’Ambiente, firmando a Parigi l’accordo con l’ex direttore dell’Unesco, Koichiro Matsuura, che la sede del WWAP (Water World Assesment Program) fosse la città di Perugia sottolineai con questa scelta la necessità di avere nel nostro Paese un organo competente nel fare valutazioni complete ed esaurienti sulle risorse idriche, in modo da valutare con largo anticipo la disponibilità di tali risorse, di fare previsioni sui bisogni futuri e fronteggiare i relativi problemi provenienti dalla scarsità di acqua e dal cambiamento climatico. Purtroppo il Governo che è venuto dopo di me ha abbandonato il WWAP e questa importante sede internazionale ottenuta in Italia è stata dimenticata dalle autorità.
Ho sempre dimostrato la mia sensibilità verso la tutela dell’acqua e dell’ambiente e mi auguro che il Forum che si sta tenendo in questi giorni in Francia porti risultati concreti per difendere un bene prezioso anche perché la grande sfida istituzionale è rendere l’acqua un bene comune disponibile a tutti nel mondo.

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