Stoccaggio di gas a Rivara in Emilia. Quel no nel 2007.

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Oggi, dopo il drammatico terremoto di Maggio, il Governo, e il ministero dell’Industria, si decide a bocciare il deposito di Rivara.
Che cosa sarebbe accaduto se non fosse arrivato, quel 3 agosto del 2007, il NO del ministero dell’Ambiente alla richiesta di stoccaggio di gas metano nel sottosuolo di Rivara?
Quello che è accaduto lo riporta stamane repubblica.it:

Tutto nasce con il dl del 23 maggio 2000 (decreto Letta) che allinea l’Italia ad altri Paesi europei permettendo lo stoccaggio di gas in unità geologiche profonde. La legge apre le porte a progetti di stoccaggio di gas in formazioni acquifere profonde. Nel 2002, l’Independent Gas Management presenta al Governo un’istanza per la concessione di un impianto del genere a Rivara. Dopo un lungo tira e molla sugli studi d’impatto ambientale e le concessioni di stoccaggio, si arriva al 2007, quando sia la Regione Emilia Romagna sia il ministero dell’Ambiente bocciano il progetto, soprattutto per carenze documentali da parte della società.

 

Allora fui accusato di un ennesimo: “No allo sviluppo”.
Eppure, proprio in materia di energia, nel febbraio 2007, ero riuscito a varare il Conto energia che avrebbe fatto decollare l’industria dell’energia solare.
E nel 2008, con il cambio di Governo, si riprese l’idea dello stoccaggio in Emilia.
Per fortuna, è continuata l’opposizione di Beppe Grillo e di tante realtà a livello locale.

 

È bene leggere l’intervista di Carlo Giovanardi al Resto del Carlino del 16 giugno 2008, in cui attacca la Lega che si oppone al sito:

 

D. Cosa dice questo programma?

R. «Che il problema energetico c’è e va affrontato, o nei prossimi anni il rischio black out sarà sempre dietro l’angolo. Dobbiamo smarcarci dalla dipendenza dal petrolio. Per questo il governo guarda con interesse a progetti come quello di Rivara».

D. La Lega non ne vuole sentire parlare

R. «E la cosa mi sorprende. La Lega Nord fa parte del governo, quindi i dirigenti locali dovrebbero uniformarsi con le decisioni prese a Roma. Sono loro che qui a Modena devono cambiare la loro posizione su Rivara, non noi».

D. E se mettono in dubbio le alleanze elettorali?

R. «E’ sbagliatissimo. E’ una posizione alla Pecoraro – Scanio, persona di cui non sentiamo certo la mancanza. Il no a tutti i costi non fa mai bene a nessuno».

 

Quindi, solo dopo il dramma del terremoto, con anni di distanza, stavolta anche il ministero dell’Industria capisce cosa significhi principio di precauzione.

Intanto quel NO, da alcuni tanto criticato, oggi è riconosciuto utile.
Meglio tardi che mai.

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