Campania: disastro ambientale. Chi pagherà?

Ecoballe

Un’area di 220 ettari tanto inquinata da non essere bonificabile, un’altra di 2000 ettari ad alto rischio.

Ecco il certificato drammatico rilasciato dallo studio dell’Istituto Superiore di Sanità dopo uno studio sui suoli e le falde acquifere di una vasta zona nel comune di Giugliano in provincia di Napoli.

Da decenni tonnellate di rifiuti tossici, spesso di industrie del Nord, scaricati da organizzazioni della malavita organizzata, ma anche le scelte sciagurate su discariche (sversatoi) ed ecoballe hanno massacrato questa zona della Campania.

Oggi nella stessa zona si propone anche un inceneritore, che certo non è un impianto a basso impatto, ed infatti la popolazione esasperata si ribella.

Sono anni che insisto sulla strategia ‘zero waste’ (riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti e ove occorrano solo impianti di trattamento a freddo) perché discariche ed inceneritori sono scelte dannose e vecchie.

Ho pagato caro il mio sostegno alla raccolta differenziata porta a porta e l’ostilità agli inceneritori, ma resto convinto di quelle buone ragioni.

Mi chiedo chi pagherà il costo ecologico, economico e sociale di questo disastro.

Quando denunciavo che le Ecoballe, di cui è disseminato quel territorio, non erano Cdr (combustibile da rifiuti) ma spazzatura pressata e impacchettata ero considerato ‘esagerato’. Oggi i risultati di questo studio sono peggiori della mie più cupe previsioni.

Quella zona è stata trasformata in un inferno ecologico.

Fanno bene i cittadini a pretendere subito il massimo della bonifica possibile, e di non accettare ulteriori interventi inquinanti su un territorio così dissennatamente martoriato.

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