L’agricoltura è il futuro e difende il Made in Italy

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Dal 1996 ho seguito l’evoluzione della Coldiretti verso la qualità dei prodotti, l’Ogm Free, la multifunzionalità e la tutela dell’ambiente.

Dopo il 2001 sono stati i miei migliori alleati nel difendere quel bando delle semine Ogm che imposi ad un Governo e un parlamento preoccupati solo di turbare il totem del ‘libero scambio’ invocato, guarda caso, sempre quando le multinazionali devono imporre i loro prodotti.

Anche la riforma dell’agricoltura, che ho firmato nel Maggio 2001, è stata attuata con agriturismi, agriasilo, fattorie didattiche, coop. agroforestali, farmer market e altri nuovi servizi, proprio grazie all’azione di una nuova generazione di agricoltori non più rassegnati ma protagonisti.

Oggi sono stato all’assemblea annuale della Coldiretti al Palalottomatica di Roma, tra 15.000 attivisti festanti che sventolavano le consuete bandiere gialle.

Che bella energia!

Azioni concrete anche di fronte alla crisi: la voglia di agire, di essere comunità, di rilanciare i prodotti a km zero, il no agli Ogm e il Made in Italy, i nostri talenti, in tutti i settori.

Proprio oggi hanno ricordato quanti marchi italiani sono stati comprati da imprese straniere. La conferma che il cibo italiano ha primati planetari ma anche un’accusa ad un’imprenditoria e alle istituzioni che scommettono solo a parole su agricoltura, turismo e cultura ma poi sprecano in megaopere inutili, in finanziamenti alle industrie decotte, in costosissimi nuovi armamenti.

Proprio il Presidente della Coldiretti ha detto che devono essere un po’ “rivoluzionari” e, poiché sono storicamente un’associazione moderata, ha ritenuto di aggiungere che anche il nuovo Papa chiede di andare “contro corrente”.

Certo ormai solo a un’assemblea Coldiretti si sente qualcosa di rivoluzionario in un sistema politico schiavo dei diktat della finanza e di un conformismo nato dalla ignoranza delle tante nuove realtà che, per fortuna, anche in Italia nascono dal basso.

Sono orgoglioso di aver contribuito a ridare speranza soprattutto ai tanti giovani che stanno tornando ad investire nella Terra come terreno da coltivare ma in madre Terra come essere vivente da rispettare.

Proprio da queste realtà stanno nascendo le nuove forze che aiuteranno non solo il Made in Italy ma il Paese Italia.

Almeno io ne sono convinto.

L’agricoltura è il futuro.  

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