Scegliamo la nostra parte

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Qui sotto l’articolo che ho pubblicato su Il Manifesto di oggi, in risposta a Gabriele Polo

Scegliamo la nostra parte

«Quale disegno proponete? A cosa servirà questo soggetto unitario e plurale che state costruendo in tutta fretta?» chiede Gabriele Polo nel suo editoriale del 23 febbraio ai leader della Sinistra l’Arcobaleno. Una prima risposta è proprio nel titolo del manifesto dello stesso giorno: «Addavenì Zapatero».
Il premier spagnolo è una delle poche novità nel panorama della sinistra in Europa, noi puntiamo all’innovazione della sinistra in Italia.

Stiamo lavorando per costruire una grande forza progressista, laica ambientalista e pacifista. Un soggetto in grado di avere un ruolo di primo piano nella scena politica italiana, tra la gente e nelle istituzioni, che dia rappresentanza a milioni di precari che chiedono un lavoro stabile e di qualità, a chi desidera vivere in uno stato laico in cui i diritti siano garantiti a tutti, a chi chiede di investire sull’energia solare piuttosto che sul carbone nemico di Kyoto o sulla follia nucleare. L’obiettivo è costruire in Italia una sinistra capace di governare e cambiare un modello di sviluppo rapace, dannoso e obsoleto, o anche di costruire dall’opposizione un’alternativa al degrado democratico di un bipartitismo trasformista e opportunista, incapace di innovazione e al servizio di poteri economici vecchi e conservatori.
Già dal 2001 Verdi, Prc, Pdci, il correntone Ds e tanta parte di associazionismo e movimenti hanno lavorato insieme alle mobilitazioni per la pace, per la difesa dell’Art. 18, alle tante iniziative in favore dell’ambiente e contro opere devastanti come il ponte sullo stretto, il Mose e il megatunnel in Val di Susa. Queste forze hanno aderito al Patto per il Clima lanciato a maggio con Gianfranco Amendola, Carlo Rubbia e Jeremy Rifkin.
L’appoggio dei Verdi europei alla Sinistra l’Arcobaleno dimostra l’importanza di un’alleanza tra le forze ambientaliste, laiche, pacifiste e innovatrici di questo paese. Insieme abbiamo affrontato anche i referendum per la tutela dei lavoratori e contro l’elettrosmog, riuscendo a far schierare dieci milioni di italiani. Proprio a queste dieci milioni di persone deve guardare questa grande forza ambientalista, laica e pacifista. La sinistra per vincere ha bisogno di numeri straordinari; non si tratta solo di voti, ma di idee, passione e capacità d’innovazione.
L’assemblea generale della sinistra e degli ecologisti dell’8 e del 9 dicembre aveva già delineato, nella Carta degli Intenti, l’obiettivo di costruire una sinistra di governo che non si limiti a gestire l’esistente, ma sappia progettare una vera innovazione, a partire dalla riconversione ecologica della società e contro una globalizzazione che ha prodotto guerre e povertà. Una sinistra conscia che affrontare i cambiamenti climatici in atto è una priorità mondiale e che per farlo occorrono politiche ambientali serie e rigorose.
La Sinistra l’Arcobaleno deve lanciare la sfida sul terreno delle idee e dei progetti, essere chiaramente alternativa alla destra e sfidare quel Pd che ha bloccato la legge sulle coppie di fatto, che moltiplica confusione e contraddizione candidando teocon e radicali, un precario, un operaio e tanti imprenditori.
La precipitazione verso elezioni anticipate ci ha colto impreparati, al contrario di altri, che, come dimostra questa campagna elettorale, erano pronti da tempo. Ulteriore dimostrazione che non siamo stati noi a progettare la caduta del governo dell’Unione.
In questi giorni è partita la nostra campagna elettorale. Lo slogan è chiaro è sintetico: una scelta di parte. Per spiegare che il solo voto utile per l’ambiente, i diritti e la laicità, il lavoro stabile e di qualità è quello per la Sinistra l’Arcobaleno. Non si tratta delle solite frasi da campagna elettorale, ma di una scelta d’indirizzo ben precisa. La Sinistra l’Arcobaleno ha il sogno di costruire una società migliore, la capacità di evocare passione e la possibilità di offrire prospettive concrete. Questa lista è una risposta alla richiesta di unità delle forze di sinistra ed ecologiste che i Verdi avevano accolto già nel 2006, proponendo una lista arcobaleno. Oggi, finalmente, i colori della pace e dei diritti sono il simbolo di questa realtà che deve guardare al futuro e deve saper innovare la politica e che non può limitarsi a un mero cartello elettorale.

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