Grillo accusa. Ma Il Parlamento funziona bene?

Grillo_Parlamento

Grillo ha definito il Parlamento Italiano una scatola di tonno vuota, aggiungendo alcune espressioni troppo colorite che fanno parte di un suo stile sicuramente eccessivo.

Le risposte del mondo politico sono state sdegnate, ma il tema di un Parlamento, in cui siedono tanti parlamentari che non hanno alcun rapporto con un reale consenso elettorale, è serio ed è stato rilanciato più volte da tutte le forze politiche, promettendo di abrogare una legge elettorale tanto scandalosa da essere definita “Porcellum“.

Da ultimo è arrivata anche la decisione della cassazione di rinviare la legge elettorale dinanzi alla Corte Costituzionale per ragioni d’incostituzionalità.

Non credo quindi che rispondere alle accuse di Grillo con una sdegnata e acritica difesa del Parlamento e di una legge elettorale che vanno riformati sia una scelta che accresce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

È vero, infatti, che da troppi anni ormai il Parlamento legifera poco e si limita a dover approvare, spesso con voto di fiducia, i decreti proposti dal governo e questo è accaduto con ogni tipo di maggioranza.

Cambiare la legge elettorale per restituire ai cittadini, come più volte è stato promesso, la possibilità di scegliere i propri rappresentanti è un dovere assoluto, e se il Parlamento non sarà  in grado di rispondere a questa esigenza non resta che sperare che la Corte Costituzionale imponga quello che la costituzione prevede da sempre: ovvero che il Parlamento debba essere rappresentativo della sovranità popolare e che il voto di ogni cittadino debba avere uguale peso, quindi premi di maggioranza così sganciati da un effettivo consenso sono contrari al dettato della carta fondamentale.

Credo che affrontare davvero le aberrazioni del Porcellum sia la giusta risposta alla sfida con cui Grillo pone, magari con un tono che alcuni non condividono, un problema reale di rappresentatività e quindi di autorevolezza e operatività delle nostre istituzioni democratiche.

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