Antipartitocrazia non è antipolitica

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In basso vi riporto il Report integrale dell’Ufficio stampa della Fondazione UniVerde sul convegno tenutosi ieri a Roma: “La Politica oltre i partiti. Gli italiani e le nuove istanze e forme di partecipazione. Referendum, iniziative popolari, nuovi movimenti…”, promosso dalla Fondazione Univerde e da IPR Marketing, in collaborazione con la Cattedra di Sociologia del Lavoro – Università di Roma “Sapienza” e la Cattedra di Teoria e tecniche della comunicazione – Università di Napoli “Federico II”, e su alcuni dati del rapporto: “Gli italiani, la crisi di fiducia nei partiti tradizionali e le nuove istanze di partecipazione”.

 

 

Grillo prima lista i partiti attuali in minoranza tra gli italiani (solo il 46% li voterebbe).
Il 44% vuole liste “anti-partiti”.

Pecoraro Scanio: “Il no alla partitocrazia non è  antipolitica”.
Antonio Noto: “ Italia spaccata a metà tra pro e anti partiti”.
Tanta voglia di partecipare ma fuori o contro i partiti.
Questi i risultati più interessanti della ricerca IPR Marketing presentati il 12 giugno all’Nh hotel Vittorio Veneto a Roma.
Movimento 5 Stelle al 19% raggiunge il Pd che soffre la presenza della lista civica di centro sinistra che accorpa Sel, sindaci e società civile.

Crolla il Pdl al 10% mentre la Lista civica di Berlusconi si ferma al 6%.

Lista Monti all’8%, Montezemolo al 3%, Udc scende al 4%.

All’incontro, moderato da Giovanni Valentini, le relazioni di Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, Antonio Noto, Direttore di IPR marketing, il sociologo Domenico De Masi, il segretario nazionale dell’associazione italiana di Sociologia Lello Savonardo.
Sono anche intervenuti Rosario Trifiletti, presidente di Federconsumatori, Elio Lannutti, presidente Adusbef, Elio Veltri, presidente Democrazia e Legalità, Cinzia Dato, Antonio Buonfiglio e Angelo Consoli.
Erano presenti in sala esponenti di associazioni e di realtà civiche territoriali indipendenti dai partiti e di diverse parti d’Italia.

 

“È assolutamente nuova – ha dichiarato Noto – l’ampiezza dell’area contraria ai partiti ma coerente con un indice di fiducia crollato sotto il 10%. Altro dato rilevante è il 44% che vuole votare liste alternative ai partiti, ben di più del pur rilevante bacino del voto per il Movimento Cinque stelle. In pratica un’Italia spaccata in due tra chi ancora voterebbe per gli attuali partiti e chi chiede proposte alternative”.

 

Pecoraro Scanio ha osservato: “La cosiddetta antipolitica non esiste, è piuttosto un’antipartitocrazia che ha già avuto precedenti nei Radicali alla fine degli anni settanta e nei Verdi che alla fine degli anni ottanta avevano come slogan: “I partiti sono partiti, fortuna che sono arrivati i Verdi”. Questa contrarietà ai partiti si è sempre collegata anche ai voti referendari, da quello contro il finanziamento pubblico nel 1978 (Radicali), a quello sul nucleare del 1987 (Verdi) a quello di un anno fa vinto anche grazie al Web e ai movimenti fuori dai partiti come Movimento 5 Stelle. La dimensione oggi è però tanto vasta da essere per la prima volta potenzialmente maggioritaria e tale da sconfiggere in blocco il sistema dei vecchi partiti”.

 

De Masi ha aggiunto: “I partiti nella forma che conosciamo sono nati nell’ottocento e può ben accadere che scompaiano, ma certo quello che serve è interrogarsi con tempo e approfondimento necessari su quali sono oggi le classi sociali, quali i temi che dividono la società e in che modo queste differenze saranno rappresentate nella politica e nelle istituzioni”.

 

Infine Savonardo ha osservato: “Sono tanti ormai i giovani che definiamo nativi digitali ma ancora la politica tradizionale sottovaluta il ruolo del web gli stessi giovani contrari ai partiti sono invece impegnati nel volontariato sociale e ambientalista”.

 

 

Valentini, invece, si è soffermato sul crescente senso di disgusto della società italiana verso un ceto politico che appare incapace di qualsiasi efficace rinnovamento e ricorda Salvemini rilevando che oggi nella classe politica è sempre più aumentata la quota rappresentativa della parte peggiore della società.
Tutti gli altri interventi, pur con diverse valutazioni, hanno analizzato l’attendibilità crescente delle sole liste e movimenti davvero indipendenti e alternativi ai partiti esistenti.
De Masi, Pecoraro Scanio e Noto, promotori dell’incontro hanno dato appuntamento a un successivo incontro, coordinato da De Masi e Pecoraro Scanio, in cui saranno analizzati i nuovi valori e le istanze e modalità di partecipazione alla politica.

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