Risparmiare grazie al Green IT. L’esempio della Gran Bretagna

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Oggi pubblico ,sempre da una segnalazione di Creuzanews ,un Green Pride british. La Gran Bretagna risparmia con il Green It. Potremmo provare anche qui nella nostra penisola.

Si sente spesso parlare di spending review vista la necessità di tenere sotto controllo i traballanti conti dello Stato. Peccato che la revisione della spesa pubblica si traduca spesso in Italia in tagli a servizi essenziali come la sanità e l’istruzione mentre gli sprechi non vengono quasi mai toccati.

Eppure sarebbero tanti gli interventi possibili che consentirebbero magari di incrementare, non di ridurre i servizi per i cittadini. Non è vero, infatti, che i soldi sono finiti, come spesso si sente ripetere, ma piuttosto che continuano a essere spesi male, mentre è sempre più drammatica l’urgenza di impiegarli meglio pensando ai cittadini invece che al proprio tornaconto.

Si potrebbe partire, ad esempio, riducendo gli sprechi di ministeri e di altri enti pubblici magari semplicemente svecchiando e snellendo alcune prassi burocratiche troppo costose, che non ci possiamo più permettere. Un primo piccolo, ma importantissimo passo in questa direzione, potrebbe essere una più moderna ed efficiente gestione basata sulle buone pratiche dell’Information Technology verde, il cosiddetto Green IT, prendendo spunto da quanto sta avvenendo in altri paesi.

In Gran Bretagna, ad esempio, sta cominciando a dare i primi interessanti frutti il programma lanciato dal Governo nell’ottobre 2011 con la Greening Government: ICT Strategy, un pilastro fondamentale della Green Agenda di Londra. Tale programma, grazie al quale l’esecutivo britannico punta a porsi come modello di efficienza e sostenibilità ambientale attraverso l’utilizzo delle buone pratiche del Green IT, ha già consentito risparmi per circa 1,6 milioni di euro e un taglio dei gas serra pari a 230.000 tonnellate negli uffici di 12 dipartimenti governativi in un anno di implementazione.

È quanto emerge dall’annual report pubblicato per monitorare i progressi della Green ICT Strategy. Per valutare l’importanza di questi risultati, si pensi al potenziale di risparmio e riduzione dei gas serra della diffusione di queste prassi non solo in tutti gli enti pubblici, ma anche negli uffici di organizzazioni, aziende e, perché no, abitazioni private. In molti casi, tra l’altro, si tratta di interventi molto semplici e poco costosi. Vediamone alcuni.

  • Ministry of Justice – Il ministero della Giustizia ha ridotto i propri gas serra semplicemente rimpiazzando i vecchi computer e i loro schermi con dispositivi nuovi e più efficienti. Un altro intervento è stata la virtualizzazione di 1.200 server. Risultato: 3.500 tonnellate di CO2 all’anno evitate e un considerevole alleggerimento della bolletta.
  • Department for Work and Pensions – Questo dipartimento ha invece scelto di mantenere i vecchi computer riconfigurandoli però con un’architettura ‘thin-client’. Oltre a un maggior livello di controllo e di sicurezza, questa configurazione consente significativi risparmi di elettricità grazie alla semplificazione delle operazioni svolte sui singoli terminali compensata solo in parte da un incremento dell’attività del server. Il risultato è una considerevole riduzione dei costi associata a un abbattimento dei gas serra stimato in circa 5.400 tonnellate di CO2 all’anno.
  • Department for Communities and Local Government – L’intervento più significativo in questo caso è la sostituzione di stampanti, fax, scanner e fotocopiatrici con 50 dispositivi multifunzionali che incorporano in unica macchina tutte le funzioni di stampa svolte in precedenza da circa 300 macchine. Si è così ottenuto un risparmio di mezza tonnellata di carta all’anno.
  • Department for Energy and Climate Change (DECC) – Questo dipartimento ha puntato sull’ottimizzazione dei sistemi di climatizzazione installando un unico nuovo impianto di raffreddamento per i locali in cui si trovano i server in modo da spegnere gli altri grandi impianti fino almeno ai mesi estivi. Al DECC viene inoltre testato un sistema di gestione dell’energia ‘smart’ grazie al quale le apparecchiature (laptop, computer e stampanti) vengono spente se l’energia da essi utilizzata scende al di sotto di una certa soglia o comunque dopo le 9 di sera. I primi dati di questo progetto pilota mostrano risparmi energetici di oltre il 70% in relazione ai consumi dei dispositivi nelle ore di scarso utilizzo.
  • Un discorso a parte merita l’Her Majesty’s Revenue and Customs (HMRC) che ha messo a punto un modello di Green IT basato sulla quantificazione dell’impronta carbonica e dei costi. In questo caso non è stato effettuato nessun intervento particolare, ma è bastata la scelta della trasparenza a produrre risultati importanti. Una maggiore attenzione a spegnere i dispositivi quando non sono utilizzati o a tenere solo quelli necessari destinando altrove quelli in eccesso ha permesso un taglio della bolletta e dei gas serra del 10% (cioè rispettivamente di 10.500 tonnellate di CO2 e di quasi 2 milioni di sterline).

Nella scelta delle buone pratiche i vari dipartimenti hanno avuto a disposizione il Green ICT Workbook, una guida piena di preziosi suggerimenti pubblicata insieme alla Greening Government: ICT Strategy . Ma resta ancora molta strada da fare. Secondo il rapporto, è necessario ad esempio intervenire sull’efficienza dei datacenter ancora lontana dagli obiettivi fissati dal Governo.

In generale è interessante anche l’approccio scelto da Londra per stimolare le azioni di Green IT. L’invito è infatti a non limitarsi alla scelta di apparecchiature IT meno energivore, ma a individuare quelle soluzioni che comportino un complessivo miglioramento nelle modalità di gestione degli enti pubblici nonché delle condizioni di lavoro di tutte le risorse impiegate.

FONTE: Creuzanews 

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