Energia Solare: la sfida dal deserto

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Ancora una volta un investimento sull’energia solare arriva da Abu Dhabi.

Avevo segnalato la costruzione in corso di una città a impatto zero.

Stavolta è stato inaugurato, qualche giorno, fa Shams 1, il più grande impianto termodinamico mai realizzato al mondo.

La mega centrale solare, con i suoi 100 MW di potenza e un’estensione di due chilometri e mezzo, è stata inaugurata a Madinat Zayed, alle porte della capitale Abu Dhabi (United Arab Emirates). Shams 1, che prende il nome dalla parola araba “sole”, è di proprietà di Masdar, la nota società delle rinnovabili di proprietà degli Emirati Arabi Uniti (60 per cento), della spagnola Abengoa Solar (20 per cento) e della francese Total (20 per cento).

Ancora un volta non solo i petroliferi ma anche società petrolifere, tra ‘green washing‘ e vantaggio economico decidono di puntare sul sole come fonte di energia.

In questo caso, infatti, si tratta di un progetto del valore di ben 600 milioni dollari e, oltre a rappresentare il più grande impianto Concentrated Solar Power (CSP) al mondo, è soprattutto il primo del suo genere a essere realizzato in Medio Oriente.

Con la sua capacità è in grado di produrre abbastanza energia elettrica da soddisfare le esigenze di 20.000 abitazioni, risparmiando all’atmosfera ogni anno ben 175.000 tonnellate di anidride carbonica – lo stesso quantitativo rilasciato da 30.000 automobili su strada. «Ciò che sta avvenendo – ha commentato Adnan Amin, segretario generale di Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili – dimostra che il Medio Oriente non sarà considerato solo uno dei maggiori produttori ed esportatori di greggio ma tra i principali esportatori ed esperti in energie rinnovabili al mondo».

Non posso non pensare alle occasioni perse finora in Italia. Nel 2008 firmai, infatti, un decreto per finanziare gli impianti di solare a concentrazione dopo l’ottimo lavoro fatto dalla task force che avevo istituito presso il ministero dell’Ambiente sotto la guida di Carlo Rubbia.

Mentre il decreto del 2007 sul solare fotovoltaico (cosiddetto secondo Conto energia) ha prodotto un boom d’impianti, il decreto del 2008 è rimasto sostanzialmente inutilizzato. Anzi addirittura, nel luglio 2009, il Senato approvò una mozione contro questo tipo di tecnologia solare. Faceva troppo paura? Io continuerò a battermi perché tutte tecnologie solari siano sostenute e sviluppate, ovviamente in modo sostenibile.

Io, infatti, sostegno la produzione con piccoli impianti distribuiti e quindi gli impianti molto grandi possono aver senso nel deserto, in aree industriali o da bonificare, non certo su terreni agricoli o dove l’impatto ambientale sia negativo.

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