Cannabis ad uso terapeutico. Per la Coldiretti 10.000 nuovi posti di lavoro

Alfonso Pecoraro Scanio vicino alla pianta di marijuana del centro di ricerca di Rovigo esposta al forum Coldiretti di Cernobbio

Sono stato l’unico ministro dell’agricoltura ad ottenere un sostegno della UE per il settore canapicolo italiano, un tempo leader in Europa per la produzione di canapa che aveva molte potenzialità di applicazione. Oggi a Cernobbio la Coldiretti ha indicato anche una nuova possibilità, che il nostro Paese sta sottovalutando.

Si legge su Repubblica.it:

“Secondo uno studio della Coldiretti, il nostro Paese potrebbe diventare uno dei leader nella coltivazione della cannabis per uso medico e generare 10mila posti di lavoro!”

Secondo la Coldiretti, la principale associazione per la difesa degli interessi degli agricoltori, il nostro Paese sta sottovalutando uno dei business che avranno in futuro – ma nemmeno troppo lontano – grandi potenzialità di crescita: la coltivazione, trasformazione e commercio in Italia della cannabis a scopo terapeutico.

“Per i bisogni dei pazienti in Italia e all’estero è un business da 1,4 miliardi e può garantire almeno 10mila posti di lavoro dai campi ai flaconi. E’ quanto sostiene uno studio redatto da Coldiretti/Ixè che è stato presentato proprio oggi al Forum internazionale di Cernobbio dell’agricoltura e dell’alimentazione”.

 

“Attualmente, rileva lo studio, il principio attivo viene importato dal ministero della Sanità con un costo di circa 15 euro al grammo. Una prima sperimentazione – afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo – potrebbe aprire potenzialità enormi”.

 

Lo Studio, tra l’altro, rivela particolari poco conosciuti al grande pubblico. Negli anni Quaranta, per esempio, con  100mila ettari coltivati, l’italia era il primo produttore mondiale di cannabis sativa, simile alla varietà usata per scopi terapeutici. I decenni successivi, con una legislazione più repressiva, ha poi interrotto questa tradizione.

 

“L’agricoltura italiana – sottolinea Moncalvo – è pronta a recepire le disposizioni del governo e a collaborare per la creazione di una filiera capace di far fronte a una precisa richiesta di prodotti per la cura delle persone affette da malattia“.

 

Lo studio, inoltre, ricorda come secondo una recente statistica quasi due italiani su tre (64%) sono favorevoli a coltivare la cannabis per uso terapeutico. Il che potrebbe essere un primo passo per riaprire la discussione sulle politiche sulla lotta alle droghe, visto il fallimento delle legge più repressive.

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