2030. Dal Parlamento Europeo si rinnova la sfida green del 20-20-20

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-40%di CO2; 30% di rinnovabili; +40% di efficienza energetica. Ecco i nuovi obiettivi per il 2030.

L’Europa importa combustibili fossili per 500 miliardi di euro e la sfida Green consentirà di realizzare un risparmio rilevante sia dal punto di vista economico che ecologico, creando oltre 500.000 nuovi posti di lavoro.

La strategia per il 2030 votata dal Parlamento rilancia, infatti, quella sfida che avviammo nel 2007, quando ero ministro dell’Ambiente, con i famosi tre obiettivi per il 2020: meno 20% delle emissioni di CO2, 20% di energia da fonti rinnovabili, 20% di efficienza energetica in più.

Alla prova dei fatti quell’intuizione si è rivelata giusta perché ha stimolato economia e società verso una riconversione ecologica. A dimostralo è la risoluzione votata la scorsa settimana con 341 voti a favore, 263 contrari e 26 astenuti.

I nuovi obiettivi al 2030 dovrebbero essere vincolanti e attuati attraverso i singoli obiettivi nazionali, tenendo conto della situazione di ciascuno degli Stati membri.

Ora serve però che Commissione e Consiglio condividano la decisione del Parlamento, resistendo alle solite lobby che per ridurre le emissioni di CO2 puntano sul nucleare o sul cosiddetto stoccaggio della CO2, in modo da giustificare l’aumento degli impianti a carbone e delle trivellazioni petrolifere anche nel mare Artico.

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