Caro Dini, se cade Prodi, al voto

Nell’aprile 2006 il centrosinistra ha vinto le elezioni.
Aveva proposto un programma ai cittadini italiani – per archiviare il disastroso governo di Berlusconi e del centrodestra – proponendo Prodi come candidato premier.
Quel patto fu sottoscritto da tutti, perché tutti i parlamentari sono stati eletti su quel programma, con quel candidato premier, con quell’impegno con gli elettori.
In questi anni i Verdi sono stati i difensori più rigorosi di quel programma e dell’impegno a riformare di più l’Italia: più ambiente, più attenzione ai più deboli, legge sul conflitto di interessi, iniziative vere di innovazione.
Ma allo stesso tempo abbiamo sempre ribadito che non bisognava fare nessun regalo a Berlusconi e nessun tradimento verso gli elettori.
Non tutti si sono comportati così, almeno nelle discussioni e nelle interviste.
Noi abbiamo chiarito anche al senatore Dini, che lui è stato eletto nelle liste della Margherita ed aveva sottoscritto quel programma, che non è stato eletto con i voti di preferenza ma era – lui come tutti gli altri – inserito in liste bloccate. [...]

Quindi tutti abbiamo il dovere di rispettare il mandato elettorale.
Va detto anche a Dini che il fatto che un singolo senatore, che due o tre singole persone, possano cercare di ricattare e condizionare il Governo dopo aver stretto un patto elettorale, non è una cosa eticamente decente. Questa è la dimostrazione che il problema non sono i grandi o i piccoli partiti, ma sono i singoli parlamentari.
Perché mentre le forze politiche – anche con questa legge elettorale e lo sbarramento al 2% – hanno avuto la legittimazione di un milione di voti per entrare in Parlamento, chi dopo l’elezione forma piccoli gruppi parlamentari di singoli personaggi, danneggia le norme elementari della democrazia.
Ribadisco che non è decente farsi eleggere in un partito, creando dopo le elezioni un altro gruppo ed un’altra formazione senza sottoporsi al giudizio elettorale.
Le riforme elettorali dovranno impedire questa vergogna non il fatto che i cittadini che votano per una forza politica possano avere il diritto di essere rappresentati democraticamente in Parlamento.

Ora Dini dice che avanzerà alcune proposte. Se sono proposte di miglioramento della realizzazione del programma ed il Presidente Prodi riterrà di accettarle, bene. Credo sia un ragionamento possibile. Non è possibile invece continuare ad insultare la coalizione di centrosinistra ed a bloccare le riforme che abbiamo promesso.

Pensiamo alla legge sulle coppie di fatto, è scritta nel programma dell’Unione.

Pensiamo al superamento della legge obiettivo, è scritto sul programma dell’Unione.

Pensiamo a ridurre le spese militari, che è scritto nel programma dell’Unione.

Queste cose sono scritte nel programma e vanno realizzate. Non si possono bloccare.

Men che meno si possono invocare governi di inciucio tra centrodestra e centrosinistra, tra Partito Democratico e Berlusconi.
Perché se, Dini od altri, vogliono proporre agli elettori un Governo tra Partito Democratico, centristi e Berlusconi abbiano il coraggio di andare al voto e di chiederlo agli italiani. Sicuramente noi staremo dall’altra parte, tra quelli che chiederanno trasparenza, rigore e un no forte a imbrogli ed a trucchetti.

Deve essere chiaro che se cade il Governo Prodi si deve tornare dagli elettori con le altre proposte e chi l’ha fatto cadere deve assumersi la responsabilità di aver tradito il mandato elettorale.

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