Un mare da amare

Per chi ama il mare come me – che non a caso anche da ministro ottenni di aggiungere la tutela del mare nella denominazione del Ministero dell’Ambiente – rattrista sentire che si parli di mare soltanto d’estate e solo in occasione di alcuni allarmi
E’ successo negli anni passati con la mucillagine e l’alga killer, in questi giorni capita con l’allarme meduse
Effettivamente – come già visto l’anno scorso in Spagna – nel Mediterraneo sono ormai costantemente in aumento le presenze di questa specie che scientificamente viene definita opportunistica e che cresce a dismisura quando l’equilibrio ecologico del mare è compromesso. Questo a causa delle difficoltà di sopravvivenza di alcune specie come i tonni ed il pescespada ma anche di altri organismi che sono importanti indicatori della qualità del mare. 
Nel 2006 – da ministro – ottenni alcuni stanziamenti per realizzare un grande Piano di ricerca del mare italiano.
Purtroppo oggi le lungaggini burocratiche hanno bloccato la spinta innovativa di quel Piano ed il disinteresse della stragrande parte del mondo politico non consentono di avere l’attenzione necessaria e costante alla tutela di un bene preziosissimo per la nostra vita ed anche per la nostra economia. 
Ora le circostanze climatiche tengono questi milioni di meduse al largo delle nostre coste e quindi – per fortuna – l’impatto sulla stagione balneare è limitato, ma un possibile cambio di venti potrebbe determinare dei problemi certi e riaprire un dibattito – tutto basato sull’allarmismo – sul futuro del nostro mare.
E’ auspicabile che quelle risorse che io ottenni per studiare e prevenire questi tipi di problema – per evitare di intervenire dopo, nel momento di difficoltà -  siano utilizzate in maniera positiva e utile.

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