#StopSingleUsePlastic, Pecoraro Scanio e Rosalba Giugni: “Stop plastica monouso. Università italiane plastic free”

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Fondazione UniVerde aderisce alla campagna di Marevivo contro le plastiche usa e getta. Siglato protocollo con le Università italiane.

“Dopo il Ministero dell’Ambiente, è significativo che anche il mondo delle Università italiane abbia deciso di impegnarsi per eliminare progressivamente le plastiche monouso”. Lo dichiara il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio.

Con il Protocollo d’intesa – sottoscritto questa mattina presso la sede galleggiante di Marevivo, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente, Salvatore Micillo, insieme a CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) e CRUI, la Conferenza dei rettori delle Università italiane – l’impegno è di mettere in campo un reciproco rapporto di collaborazione in materia di sensibilizzazione ed educazione alla tutela dell’ambiente e a favorire l’eliminazione della plastica monouso nelle università.

“C’è bisogno di un cambiamento culturale per vincere la sfida contro la plastica, ecco perché sono importanti la sensibilizzazione e l’educazione alla tutela dell’ambiente. Dobbiamo iniziare a ridurre l’impiego quotidiano di oggetti monouso in materiale plastico, in particolare gli imballaggi, orientandoci sempre più verso materiali riciclabili” commenta Pecoraro Scanio.

“Oggi si aggiunge un altro anello alla catena del percorso ‘Mare Mostro un mare di plastica’, campagna partita nel 2016, che ha già ottenuto la legge per proibire le microplastiche nei cosmetici e dei cotton fioc non biodegradabili, e che adesso è impegnata ad accelerare il cammino della legge Salvamare di cui è stata ispiratrice. La campagna ‘Mare Mostro’ ha coinvolto i palazzi della politica, i ministeri, le regioni, i comuni, le isole minori, le scuole e adesso approda nel tempio della ricerca e della scienza, le nostre meravigliose università – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – La plastica è, e sarà, sempre di più un problema planetario se non viene affrontato con urgenza e determinazione, visto che questo materiale indistruttibile è ormai entrato nella catena alimentare con i rischi che ne possono conseguire per l’uomo”.

A dimostrare l’impatto delle plastiche sugli ecosistemi, sono i dati diffusi dal programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unep). Ogni anno produciamo 300 milioni di tonnellate di plastica ed entro il 2030 potremmo raggiungere 619 milioni di tonnellate. Negli oceani ne finiscono 13 milioni.

L’obiettivo della campagna nazionale “Mediterraneo da remare – No Plastic”, promossa dalla Fondazione UniVerde, in collaborazione con Marevivo, con l’adesione della Guardia Costiera, come ricorda il Presidente della Fondazione UniVerde, è quello di “promuovere una riconversione della società verso stili di vita sostenibili, a partire dai piccoli gesti quotidiani. È fondamentale dire stop alla plastica in mare, l’impatto ambientale dell’inquinamento è devastante e rischia di compromettere i già fragili equilibri degli ecosistemi e degli habitat naturali di migliaia di specie animali”.

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