Siti nucleari. Problema scorie conferma che il nucleare è antieconomico e pericoloso

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“Molti siti proposti sono semplicemente assurdi, in aree Unesco o sismiche fino al paradosso delle decine di siti nel viterbese”. 

“Serve chiara differenza tra rifiuti medicali e di ricerca scientifica con radioattività bassa e con pochi anni di vita e quelli delle centrali nucleari pericolosi per secoli o perfino millenni”. 
“La pubblicazione dell’elenco dei siti potenziali per il deposito nazionale delle scorie nucleari, e la ovvia protesta in tutta Italia, dovrebbe confermare anche ai più miopi che la produzione di scorie rende le centrali nucleari palesemente antieconomiche e pericolose. Inoltre, l’idea di un deposito unico rischia di non permettere di distinguere tra rifiuti medicali e di ricerca scientifica con radioattività bassa e con pochi anni di vita e quelli delle centrali nucleari pericolosi per secoli o perfino millenni”. Lo afferma Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente e tra i promotori di entrambi i referendum antinucleari nel 1987 e nel 2011.
“Va dato atto al Governo di aver aperto il dibattito in modo pubblico con la pubblicazione dei siti ma è evidente che individuare possibili siti in aree patrimonio Unesco, in zone sismiche e addirittura decine di possibilità in una sola provincia genera sconcerto. E anche l’idea del deposito unico ricorda la scelta fatta nel 2010 quando si era varato un nuovo piano nucleare bocciato poi dal referendum del 2011″ sottolinea il Presidente della Fondazione UniVerde chiedendo di “rivedere una strategia ormai datata, costosa e difficilmente attuabile con il doveroso coinvolgimento delle comunità e delle istituzioni territoriali”.
Ricordando infine che “l’insostenibilità dell’intero ciclo della produzione di energia da fonte nucleare è avvalorata dalla necessità di realizzare e gestire per tempi ultragenerazionali i depositi dei relativi rifiuti radioattivi. Costi enormi e fardelli ambientali che vengono lasciati alle generazioni future”.
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