PATATA OGM:LA UE SBRACA.L’ITALIA SIA OGM-FREE!

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L’Unione Europea ha oggi aperto, dopo oltre un decennio, alla coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) nel territorio europeo, nel caso specifico autorizzando la patata ogm “Amflora”.
Seguo questo problema istituzionalmente da quando nel 1996 fui eletto alla guida della commissione agricoltura della Camera dei Deputati e realizzai la prima indagine parlamentare sull’argomento. Da allora le evidenze scientifiche non hanno fugato i dubbi sui rischi e la crescita in Italia delle produzioni biologiche, biodinamiche e tipiche hanno reso evidente l’interesse nazionale ad avere un’agricoltura ogm-free.
Nel 2000, da ministro dell’Agricoltura, sostenni in sede europea il diritto ad un agricoltura libera da ogm e nel 2006/2008 da ministro dell’Ambiente riuscii in sede europea a bloccare proprio il via libera alla”patata transgenica”. Ho sempre potuto contare sul sostegno della grande maggioranza delle realtà agricole, dei consumatori e degli ambientalisti ma anche di quella parte dell’industria agroalimentare che scommette sulla “qualità italiana”. Son contento che da allora i miei successsori al ministero dell’agricoltura abbiano ribadito il no italiano agli OGM, ma occorre oggi un’azione in positivo contro la poderosa attività lobbistica della multinazionali. Queste hanno interessi economici enormi e vogliono  imporci gli ogm ad ogni costo: prima con le  proposte sulla cosiddetta “coesistenza” tra ogm e agricoltura tipica, bio e ogm-free; oggi con questo via libera UE alla “trans-patata“.
Occorre aumentare la coesione e l’azione di quella stragrande maggioranza di imprese e operatori economici dei settori agricoli che sono per l’Italia ogm-free e rappresentano il vero tessuto produttivo ed occupazionale del nostro Paese e  non può soccombere all’interesse di pochissimi, seppure spregiudicati.

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