La sfida dei
cambiamenti climatici
Il Ministero dell’Ambiente ha
lavorato molto sulle politiche indirizzate a contenere le emissioni di gas
serra nel nostro Paese, secondo quanto previsto dal Protocollo di Kyoto. A tal
fine, in accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico si è agito su
diversi fronti, tra cui i più rilevanti sono gli incentivi per l’ energia da
fonti rinnovabili e le misure a favore del risparmio energetico.
Contemporaneamente si è agito anche nel settore della mobilità, dell’educazione
ambientale, dell’edilizia, ecc..
Unione europea.
Infrazioni comunitarie ridotte da
All’insediamento del governo le procedure
d’infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia
erano 274 (
Consiglio dei
Ministri dell’Ambiente UE
Rispetto alle attività svolte in
seno al Consiglio dei Ministri dell’Ambiente, l’Italia ha avuto un ruolo
politico notevole nel corso dei negoziati e delle decisioni connesse. In
particolare, il nostro Paese ha avuto un ruolo attivo nell’elaborazione del
pacchetto energia-ambiente del Consiglio europeo di primavera; per l’inclusione
del settore dell’aviazione civile all’interno del sistema comunitario di
Emissions Trading; nella strategia comunitaria per ridurre le emissioni di CO2
delle autovetture; nel riesame del sistema “Emissions Trading”; nella nuova
direttiva europea sui rifiuti; nella direttiva sulla qualità dell’aria; nella
direttiva sulla protezione del suolo; in quella sull’uso sostenibile dei
pesticidi; nella direttiva sull’ambiente marino; nella direttiva sulla messa in
sicurezza del mercurio metallico e altri. Inoltre, l’Italia, in occasione dei
Consigli dei Ministri Ambiente ha sostenuto in particolare due iniziative: la
revisione delle procedure di autorizzazione degli OGM (vedi par.
Biodiversità – Parchi e Riserve) e la richiesta di un maggiore impegno dei
Paesi UE contro la caccia alle balene. Inoltre, il Ministro Pecoraro Scanio
ha sostenuto congiuntamente alla Spagna l’iniziativa per contrastare la
diffusione del morbillivirus tra i cetacei del Mediterraneo, istituendo una
task force coordinata dall’ICRAM (vedi par. biodiversità).
Rete Natura2000 (SIC
E ZPS). Finalmente una rete di tutela in linea con l’Europa
L’approvazione del decreto che
stabilisce le misure minime di conservazione per le aree tutelate dall’Unione
Europea come Zone di Protezione Speciale (Zps) e Siti di Importanza
Comunitaria (Sic) colma una lacuna che durava da troppi anni. Grazie a
questo decreto, l’Italia è ora in grado di superare numerose procedure
d’infrazione aperte dall’ Unione Europea, relative sia alla normativa statale
che a specifici casi di danno o distruzione di aree protette dall’Unione
europea. Nel decreto, vengono individuati i criteri minimi di conservazione
sulle aree naturali protette ai sensi delle direttive comunitarie ‘Habitat’ ed
‘Uccelli’. Si tratta di oltre 500 zone di protezione speciale (Zps) e di
quasi 3000 siti di importanza comunitaria (Sic), per i quali sono state
individuate una serie di misure per agricoltura, infrastrutture, impianti,
attività venatoria, cave e discariche. Fondamentale, inoltre, il lavoro svolto
in merito al completamento della Rete Natura, con la designazione dei siti
mancanti (e la ormai prossima soluzione positiva della specifica procedura di
infrazione), così come gli interventi variegati rispetto alla procedura
2131/06, con cui
La strategia del Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sulla cooperazione
internazionale si è concentrata principalmente sul rafforzamento dei rapporti
con i Paesi del Mediterraneo e dell’Africa. Coerentemente con la
strategia sui cambiamenti climatici, gli accordi con i Paesi in via di Sviluppo
hanno riguardato essenzialmente la promozione di best practices e
tecnologie ad alto valore ambientale soprattutto nel campo delle fonti
energetiche rinnovabili. Un altro ambito d’intervento prioritario ha
riguardato l’utilizzo, la tutela e la qualità delle risorse idriche,
nonché la loro corretta gestione, al fine di garantire una maggior tutela dei
territori e una prevenzione dei fenomeni di desertificazione. Particolare
attenzione è stata anche dedicata alla promozione di accordi per la
conservazione delle foreste primarie e per la forestazione e la corretta
gestione delle risorse forestali. Tutte le attività di cooperazione promosse
dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno
previsto la partecipazione delle comunità locali.
La missione
ambientale in Libano
In seguito al conflitto tra
Israele e il Libano dell’estate 2006 ed il serio danno ambientale causato dai
bombardamenti alla centrale elettrica di Jiyeh, il Ministero dell’Ambiente ha
promosso e finanziato una missione ambientale in Libano per ripristinare
l’ecosistema delle coste. L’iniziativa ha ricevuto l’apprezzamento del Ministro
dell’Ambiente del Libano e della comunità internazionale. La missione è
rientrata nel novembre
l’Unesco, Dolomiti,
Monte Bianco e bradisismo
Il Ministero dell’Ambiente ha
ottenuto dall’UNESCO la sede a Perugia del Segretariato del WWAP,
il programma mondiale sulla valutazione delle risorse idriche, che coordina 24
organismi dell’Onu. L’organismo ha come obiettivo prevalente quello di
migliorare l’approvvigionamento di acqua dolce e salvaguardare la sua qualità.
Inoltre è in via di creazione a Trieste un nuovo centro UNESCO, l’Istituto per
l’educazione ambientale (IPED) con lo scopo di realizzare programmi di
formazione e progetti nel settore dello sviluppo sostenibile. Nel quadro della Convenzione
sul Patrimonio Mondiale sono state avviate le pratiche per l’iscrizione dei
siti “Bradisismo nell’Area Flegrea”, “Dolomiti” e “Monte
Bianco” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il
Ministero ha inoltre assistito
Istituzione presso il MATTM dell’ Osservatorio per gli affari comunitari e internazionali (OACI)
L’Osservatorio per gli Affari Comunitari ed Internazionali (OACI) è stato istituito con Decreto del Ministro Pecoraro Scanio il 4 dicembre 2006, al fine di coordinare con efficacia l’azione del Ministero in ambito comunitario ed internazionale e garantirne la coerenza e l’uniformità con gli indirizzi politici del Ministro. L’Osservatorio ha assunto il compito di monitorare, raccordare e dare impulso alle iniziative che le diverse articolazioni del Ministero hanno intrapreso in ambito comunitario ed internazionale, fornendo alle Direzioni Generali del MATTM un punto di raccordo costante e immediato con il quale dialogare e concordare le attività internazionali. L’Osservatorio si è concentrato sulla valorizzazione delle risorse interne al Ministero, promuovendo una metodologia di lavoro comune, fornendo progressivamente casi di eccellenza e buone pratiche che hanno coinvolto la Struttura e tutti gli organi di Gabinetto.
Pecoraro Scanio presiede la riunione Ocse su ambiente e competitività globale
Il Ministro Pecoraro Scanio, il 28 e 29 aprile 2008 a Parigi, ha ottenuto per l’Italia - per la prima volta dopo circa 20 anni – la presidenza della riunione ministeriale dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) dedicata ad “Ambiente e competitività globale”. La riunione - alla quale hanno partecipato oltre ai Ministri dell’Ambiente dei 30 paesi Ocse anche i rappresentanti dei paesi candidati all’adesione (Cile, Estonia, Israele, Russia e Slovenia) e i Ministri del Brasile, Cina, India, Indonesia e Sud Africa – ha avuto come obiettivo principale quello di aprire un confronto sulle modalità di azione condivise per raggiungere obiettivi ambientali comuni: riduzione dell’inquinamento, conservazione della natura e minore produzione di carbonio. Nel corso dei lavori, è stato presentato uno studio dell’Ocse nel quale veniva riportato chiaramente il fatto che le politiche volte a fronteggiare i cambiamenti climatici non ostacolano la competitività e che, anzi, in molti casi la stimolano. Inoltre, nel corso del dibattito, i Ministri hanno convenuto sul fatto che la protezione dell’ambiente e la crescita economica debbano andare di pari passo ed hanno riconosciuto l’importanza dell’integrazione delle problematiche ambientali all’interno delle politiche economiche e settoriali.



