Costi di recupero o smaltimento a
carico dei produttori e degli importatori. Ritiro gratuito delle
apparecchiature dismesse dai consumatori e dagli utilizzatori professionali.
Obiettivi di raccolta differenziata e di recupero degli apparecchi, dei
componenti e dei materiali. Questi i principali obblighi introdotti dalla
direttiva 2002/96/Ce sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
(in sigla «Raee») e dal decreto legislativo 151/05. Il decreto del Ministero
dell’Ambiente del 25 settembre 2007, n. 185, che istituisce il Registro
nazionale dei produttori, dà finalmente avvio alla raccolta differenziata dei
rifiuti elettronici ed elettrici avvicinando l’Italia ai paesi più avanzati
dell’Unione Europea in modo da colmare il ritardo di due anni nella direttiva
UE ed evitare la procedura di infrazione. In Italia attualmente si producono circa
1.000.000 di tonnellate di Raee l’anno pari a una media di
Accordo di Programma
per realizzare le isole ecologiche per i RAEE
Nel mese di febbraio è stato
sottoscritto un accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare, l’ANCI (Associazione Nazionale dei
Comuni Italiani), ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed
Elettroniche, aderente a Confindustria), e le altre associazioni di categoria
per promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti tecnologici. L’accordo
prevede il rimborso forfetario di 10 milioni di euro da parte del
settore della produzione destinato ai comuni italiani al fine di coprire parte
dei costi da questi sostenuti e di realizzare nuove isole ecologiche sul
territorio. Fino al 30% di questa somma sarà, infatti destinato, tramite un
bando pubblico rivolto ai Comuni, alla realizzazione di Centri di raccolta sul
territorio nazionale presso le quali potranno essere conferiti i rifiuti
tecnologici da parte dei cittadini e da parte della piccola e grande distribuzione.
Il Codice Ambientale
Il Consiglio dei Ministri ha
approvato in via definitiva, su proposta del ministro Pecoraro Scanio, lo
schema di decreto legislativo correttivo al Codice ambientale (dl 152/2006).
Con questo decreto saranno sanate 6 infrazioni comunitarie, già aperte
nei confronti del nostro paese e 2 condanne della Corte di Giustizia UE.
Il decreto approvato riscrive integralmente le norme in materia di VIA e VAS (Valutazione
d’Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica) e stabilisce
tempi certi per
Rifiuti: l’impegno
per chiudere i commissariamenti, uscire dalle emergenze e per la raccolta
differenziata
Da giugno 2006 il Ministero
dell’Ambiente ha lavorato per far cessare lo stato di emergenza in diverse
regioni italiane e tornare, finalmente, alla gestione ordinaria. In tal senso
sono stati fatti significativi passi in avanti sia in Puglia che in Calabria.
Anche in Campania si è lavorato assiduamente per risolvere un’emergenza che
dura da oltre 14 anni e per far tornare alla gestione ordinaria. In questa
Regione, pur mancando di competenze dirette, su iniziativa del Ministero
dell’Ambiente la commissione presieduta dal Gen. Iucci nel gennaio
Piano d’Azione per la
differenziata. Accordo di Programma fra Ministero Anci e Upi
L’ordinanza del Presidente del
Consiglio per l’emergenza rifiuti ha consentito il commissariamento dei comuni
inadempienti che non hanno realizzato piani per la raccolta differenziata.
Successivamente il Ministero dell’Ambiente, l’ANCI e l’UPI hanno sottoscritto
un Accordo di Programma per il “Piano d’Azione finalizzato al superamento della
Fase di emergenza in materia di raccolta differenziata dei rifiuti”. L’ ANCI
(Associazione Nazionale Comuni Italiani) e l’ UPI (Unione Province Italiane),
hanno messo a disposizione dei comuni campani esperti che provengono da realtà
virtuose in tema di raccolta differenziata per fornire ai comuni campani
strumenti tecnici ed amministrativi necessari per superare, in tempi brevi, i
problemi e le difficoltà che non hanno consentito di realizzare significative
percentuali nella raccolta differenziata.
Programma nazionale
di Bonifica e ripristino ambientale
PIU’ RISORSE PER LE BONIFICHE. Bonificare significa restituire ai cittadini aree e territori
per troppo tempo sottratti loro dall’inquinamento. Per questa ragione sono
state centrali nell’azione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare. Progetti di bonifica ambientale
Di seguito alcuni tra i decreti
più importanti che sbloccano l’avvio dei lavori nei siti di bonifica:
• Porto Marghera a
Venezia: Viene autorizzato l’avvio dei lavori per i progetti di bonifica per
l’area del depuratore Vesta di Fusina, fondamentali per la riqualificazione
della laguna di Venezia e la realizzazione del Progetto Integrato Fusina.
• Laghi di Mantova:
L’accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente,
Gli enti locali e il Ministero
hanno a disposizione 16 milioni di euro per realizzare un primo
intervento di messa in sicurezza dell’area e per gli interventi di risanamento
veri e propri, coinvolgendo le aziende del polo chimico, che potranno aderire
all’accordo di programma solo se accetteranno di transare con lo stato
un risarcimento per l’inquinamento prodotto nell’area.
• Napoli Orientale: è
stato autorizzato l’avvio dei lavori previsti dalla Variante complessiva al
progetto definitivo di bonifica dell’ex deposito Agip Petroli di Via delle
Brecce a Sant’Erasmo. Questo intervento permetterà il completamento della
bonifica di un’area estremamente importante per la riqualificazione ambientale
del quartiere San Giovanni di Napoli. In questo sito, una volta rimossi gli
inquinanti presenti verrà realizzata una struttura polifunzionale integrata di
pubblico interesse.
• Falconara Marittima: la
bonifica dell’ex industria chimica bitumi Casali, permetterà di riqualificare
dal punto di vista ambientale un’area cittadina migliorando la qualità della
vita delle popolazioni locali. • Manfredonia, in
provincia di Foggia, viene autorizzato l’avvio dei lavori previsti dal progetto
di bonifica dell’area ex ENEL
• Emarese in Val
D’Aosta: si autorizza all’avvio dei lavori del progetto di bonifica e messa in
sicurezza permanente (Cratere – Area A) di una ex discarica di inerti e scarti
di lavorazione contenenti amianto.
• Priolo: Le opere di
bonifica interessano circa
• Brindisi: Il 18 dicembre
2007 è stato sottoscritto dal Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e
dalle competenti autorità pugliesi l’Accordo di Programma per la definizione
degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel sito
di interesse nazionale di Brindisi che prevede un investimento di 140
milioni di euro.
• Taranto: Nel luglio
2007 il Ministro ha sottoscritto il decreto di autorizzazione all’avvio dei
lavori di bonifica dei suoli della Raffineria presente nel sito, secondo un
complesso ed articolato progetto presentato da ENI Refining & Marketing
SpA.
• Bagnoli e Piombino: A
cavallo tra il mese di giugno e quello di luglio del 2007 viene sottoscritto un
Accordo di Programma con tutte le autorità campane l’Accordo di Programma per
la variante al piano di completamento della bonifica di Bagnoli. In seguito è
stato sottoscritto un Protocollo d’intesa anche con le autorità Toscane che
prevede non solo la rimozione della Colmata di Bagnoli, ma anche interventi di
bonifica per Piombino. Per il trasferimento dei materiali della colmata è stato
previsto l’intervento dell’APAT, delle ARPA della Regione Toscana e Campania,
nonché dei NOE per garantire la non pericolosità e l’assoluta sicurezza per
l’utilizzo dei materiali da trasferire nelle cave di colmata del porto di
Piombino.
• Sardegna. Renato Soru
(Presidente Regione Sardegna) è stato nominato dal Governo commissario delegato
per la bonifica dei siti minerari in Sardegna. L’ordinanza, che prevede lo
sblocco dei 25 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero
dell’Ambiente, consentirà una importante e attesa opera di bonifica dei siti
minerari in modo da permettere un loro riutilizzo anche ai fini
turistico-museali. Il Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna
finalmente potrà dare avvio alle sue attività per la valorizzazione dei siti
minerari dismessi. I siti interessati occupano nel solo Sulcis Iglesiente e
Guspinese il 65% dell’intero territorio del parco pari a circa
• Brescia Caffaro. Nel
gennaio 2008 sono stati firmati i decreti di autorizzazione per l’avvio dei
lavori di bonifica di tre diverse aree all’interno del sito. È stato così
autorizzato l’avvio della bonifica, proposta dalla FINSIBI SpA, dei suoli
dell’area Case del sole nel Comune di Brescia. Si tratta di un’area destinata
in larghissima parte ad accogliere opere di urbanizzazione ed interventi di
interesse pubblico. Gli altri due interventi, richiesti dal Comune di Brescia,
riguardano due aree cittadine particolarmente sensibili; i giardini della
Scuola materna “Passo Gavia” e della Scuola elementare “Divisione Acqui”, oltre
al giardino di via Nullo che a seguito della bonifica potrà essere restituito
ai numerosi cittadini che lo frequentavano prima della scoperta della
situazione di inquinamento.
Accordo di Programma
per ridurre le emissioni a Taranto. Il primo in Italia
(Nell’aprile 2008) E’ stato firmato l’Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Puglia, Enti locali e le principali aziende presenti nell’area industriale di Taranto e del limitrofo comune di Statte: l’accordo è finalizzato alla valutazione unitaria per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia). Si tratta del primo accordo del genere in Italia che sarà preso a modello per ulteriori programmi relativi ad altre aree di rischio del Paese. L’accordo assicura il coordinamento tra le attività dello Stato e della Regione per il rilascio delle ‘Aia’ relative agli impianti nella zona industriale di Taranto e Statte. Sosterrà gli organismi competenti in materia con metodologie e strumenti coordinati, per condividere tutti i dati storico-conoscitivi del territorio e dell’ambiente. Si prevede, inoltre, la costituzione di un Comitato di coordinamento al ministero dell’ambiente, che svolgerà attività di supporto tecnico. Con questo l’accordo il settore industriale, si impegna ad usare le migliori tecnologie e a ridurre le emissioni in atmosfera. Così sarà possibile conciliare la tutela dei posti di lavoro con il rigoroso rispetto della salute dei cittadini.



