Nuove
Aree Marine Protette e fondi per il mare
Sono stati firmati i
decreti istitutivi per:
•
• Il Parco marino del Regno di Nettuno in
provincia di Napoli e di Santa Maria di Castellabate e Costa degli
Infreschi in provincia di Salerno.
Ulteriori risorse per il
mare sono state stanziate dalla Finanziaria del 2008 che prevede tra
l’altro:
• 11 milioni di euro in tre anni per l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni delle navi in navigazione ed in stazionamento nei porti.
• 10 milioni di euro per l’acquisto di strumenti per l’attività di
vigilanza e controllo sull’ambiente marino e costiero.
• 20 milioni a favore dell’ ICRAM.
Protocolli per la
nautica e per le attività subacquee sostenibili nelle aree marine protette
Dopo soli tre mesi di
lavoro il Tavolo sulla Nautica Sostenibile ha raggiunto un accordo sul
protocollo per una fruizione sostenibile delle aree marine protette.
L’elaborazione del documento ha coinvolto diversi esperti della Segreteria
Tecnica delle Aree marine protette del Ministero dell’Ambiente, il Ministero
dei Trasporti, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, con la
collaborazione di Federparchi, Ucina, AssoNautica, AssoCharter e Ami in
rappresentanza dell’utenza nautica, e di Legambiente, Marevivo e Wwf Italia, in
rappresentanza delle associazioni ambientaliste. Con la convalida del
Protocollo, sono stati fissati i criteri per la riscrittura delle normative
relative alle 26 aree marine protette in Italia, incentrate su una nautica
sostenibile grazie all’adozione di nuove tecnologie, efficienza energetica,
contenimento dei consumi e la compatibilità ambientale delle unità navali. Un
lavoro analogo, in collaborazione con esperti del settore, scienziati e
ambientalisti, è stato realizzato per il primo decalogo delle pratiche
eco-compatibili di turismo subacqueo nelle aree marine protette.
Lotta
all’inquinamento marino da idrocarburi
Nel settembre 2007 il
Ministero dell’Ambiente ha predisposto un’importantissima esercitazione
internazionale antinquinamento con lo scopo di verificare efficienza ed
efficacia dei mezzi impiegati nel recupero di olio combustibile denso
sversato in mare in caso di incidente nei pressi delle Bocche di Bonifacio. La
scelta della zona è stata dettata sia dall’importanza dell’area dal punto di
vista ambientale sia dall’intenso passaggio di petroliere e navi da carico che
vi transitano. L’esercitazione condotta nell’ambito dell’Accordo RAMOGE, è
stata la più imponente esercitazione di lotta all’inquinamento marino svoltasi
nel Mediterraneo. Hanno partecipato 18 navi, 3 aerei, 2 elicotteri ed oltre 500
operatori specializzati. Si è svolta con pieno successo l’attività di
collaborazione tra autorità e mezzi nazionali della Guardia Costiera, della
Marina Militare e i mezzi antinquinamento del Ministero stesso e i mezzi resi
disponibili dal governo francese e dell’Agenzia Europea per
Inaugurazione
della sede del Segretariato Esecutivo dell’accordo Pelagos - Santuario dei
mammiferi marini.
E’ stato inaugurato a
Genova nell’aprile 2007, alla presenza del Ministro Pecoraro Scanio, la sede
del Segretariato Permanente dell’Accordo Pelagos - Santuario dei mammiferi
marini, Area protetta che si estende per 96 mila chilometri quadrati nel
Mediterraneo Nord occidentale fra Italia, Francia e Sardegna e che costituisce
la più grande riserva marina dell’emisfero boreale.
Accordo
Italia-Tunisia: avviato il percorso per un santuario dei mammiferi marini nel
canale di Sicilia
Nel corso di un incontro
bilaterale durante
Altre 4 aree Marine protette nella lista
ASPIM
Con il supporto
tecnico-scientifico del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le scienze
del mare, nelle azioni in favore delle specie minacciate di estinzione e nella
tutela degli habitat, altre 4 aree marine protette hanno ottenuto il
prestigioso riconoscimento dell’inserimento nella lista delle ASPIM (Aree
Specialmente Protette di Importanza Mediterranea) nella quale è già inserito il
Santuario dei mammiferi marini e l’Area Marina Protetta di Portofino Si tratta
delle AMP del Plemmirio, di Miramare, di Tavolara-Punta Coda Cavallo e di Torre
Guaceto che sono state ritenute aree idonee a rappresentare il patrimonio di
biodiversità nel Mediterraneo. L’inserimento ufficiale è avvenuto in occasione della
Conferenza delle Parti tenutasi ad Almeria in Spagna.
Ricerca
per tutelare i nostri habitat marini
Il Ministero ha finanziato
l’implementazione della conoscenza sulla presenza e la diffusione delle
specie aliene presenti nel territorio marino nazionale in convenzione con
l’ICRAM; il programma di ricerca “Identificazione e distribuzione nei mari
italiani di specie non indigene” è stato aggiornato con il monitoraggio dei
porti nazionali a maggiore volume di scambio di ballast water. Sono stati
erogati finanziamenti in favore di numerose Aree Marine Protette per la
realizzazione di studi e ricerche per la conoscenza degli habitat e delle
specie presenti nei territori protetti
Il
Tavolo tecnico di consultazione
Il Tavolo ha visto il
coinvolgimento della rappresentanza degli Enti gestori delle Aree Marine
Protette, delle Amministrazioni competenti, del settore delle attività subacquee
e delle associazioni ambientaliste, ha approvato il Protocollo tecnico relativo
alle buone pratiche della subacquea per una fruizione eco-sostenibile nelle
Aree Marine Protette nonché un Codice di Condotta nazionale da adottare nelle
regolamentazioni delle AMP ed, auspicabilmente, su base volontaria, anche
all’esterno delle Aree Marine Protette.
Con il Protocollo
sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, si è realizzato il progetto “Lavoro per l’ambiente: fare
impresa cooperativa nelle AMP” mirato alla realizzazione di un modello
d’intervento territoriale per la politica attiva del lavoro attraverso il
coinvolgimento di giovani inoccupati e/o disoccupati per la creazione d’impresa
finalizzata alla valorizzazione del notevole patrimonio ambientale, culturale e
antropico dei territori protetti. Si è dimostrato che 100 giovani
disoccupati sono stati in grado di costituire quattro cooperative nelle quattro
Aree Marine Protette individuate dal progetto e che sono state avviate attività
sostenibili in grado di tenere in debita considerazione il rispetto e la tutela
dell’ambiente; va sottolineato che oltre la convinta adesione da parte degli
Enti Gestori delle Aree Marine Protette interessate – Asinara, Penisola del
Sinis, Plemmirio e Isole Ciclopi -, che vedono utilizzare le loro strutture, è
stato manifestato ampio consenso da parte mass media e delle comunità locali.



