
Che il treno sia il mezzo più ecologico che c’è, è fuori discussione. Per esempio e' quello che ha minore impatto sui criteri fissati a Kyoto, legati al cambiamento climatico. Per questo è necessario incentivarlo. Soprattutto in progetti che potenzino le linee locali.
Ma dove prendiamo i soldi? Chiederete voi.
Ma dalle risorse impegnate in vecchi e inutili progetti. Vi rispondo io.
Il Cipe dovrebbe disinvestire questi fondi per utilizzarli in progetti a favore delle linee regionali, più vicine alle esigenze dei cittadini, soprattutto coloro che sono costretti a fare i pendolari.
Solo le risorse congelate nel progetto dello Stretto di Messina, ammontano a 1 miliardo di euro. Bene, è necessario utilizzarli al più presto, per progetti utili, compatibili con l’ambiente e di rapida fattibilità.
Anche di questo abbiamo parlato oggi a Roma, presentando il progetto delle Ferrovie dello Stato, che prevede l’estensione della raccolta differenziata in tutte le stazioni italiane.
La prima fase è già partita. In 82 stazioni sono stati montati 1.100 nuovi cestini di colore diverso per carta, alluminio e plastica e in una decina, le piu' grandi, sono stati installati dei compattatori che consentiranno di consegnare la spazzatura in parte gia' lavorata. La sfida non e' da poco, poiché ogni giorno vengono raccolti 21.700 kg di rifiuti nelle stazioni: il 70% e' rappresentato da carta, il 15% da plastica, il 5% da alluminio e il resto da rifiuti indifferenziati.
Pensate che grande risparmio di energia e di Co2 ci potrebbe essere se riuscissimo, insieme, a far decollare questa iniziativa. Per questo, anche in questo caso, lancio un appello: lavoriamo perché l'operazione 'Stazioni Pulite' funzioni veramente, ma questo potrà accadere solo grazie alla collaborazione dei passeggeri.