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14/01/2008

La grande balla delle ecoballe



Vi posto qui l'interessante articolo di Giovanni Valentini su La Repubblica di oggi.

"La grande balla delle ecoballe
di Giovanni Valentini

È già singolare che una forza politica rappresentata in Parlamento, nelle amministrazioni locali e perfino nel governo nazionale, decida di acquistare una pagina pubblicitaria su un giornale non per diffondere le sue idee o raccogliere voti, ma per difendersi dalle accuse che le vengono rivolte. Lo hanno fatto l´altro ieri i Verdi con un "avviso a pagamento" su Repubblica, per chiarire quali sono le loro "colpe" sull´emergenza rifiuti o meglio quelle che – come si legge nel testo – "in modo disonesto e strumentale, molti cercano di scaricare" su di loro.

È un´autodifesa che merita di essere presa in considerazione, almeno da parte di chi vuole capire – al di là delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche – chi sono i veri colpevoli di questo disastro ambientale e civile, a cominciare dalle imprese appaltatrici guidate dall´Impregilo che l´hanno determinato.
Premesso che "da 14 anni la legge attribuisce al Commissario straordinario tutte le competenze e i poteri per l´emergenza rifiuti in Campania", i Verdi riassumono in otto punti quello che hanno fatto nel frattempo: 1) hanno chiesto più volte di sciogliere una "struttura commissariale inefficace e inadeguata" che fra l´altro ha sperperato due miliardi di euro dei contribuenti; 2) hanno contrastato il "fallimentare" Piano di smaltimento dei rifiuti che ha prodotto cinque milioni di ecoballe; 3) hanno denunciato costantemente il giro del malaffare camorristico e le infiltrazioni delle ecomafie nel traffico dei rifiuti; 4) hanno proposto un moderno modello di gestione dei rifiuti, in linea con le Direttive europee; 5) hanno contributo ad avviare la raccolta differenziata in oltre 150 Comuni della Campania; 6) hanno sostenuto la realizzazione dell´unica discarica controllata e funzionante nella regione, quella di Serre; 7) hanno ottenuto la possibilità di commissariare i Comuni che non effettueranno la raccolta differenziata; 8) e infine, hanno contribuito a fermare il meccanismo perverso del cosiddetto CIP6, oltre 30 miliardi di euro sottratti alle energie rinnovabili e destinati ad alcune potenti lobby industriali.
Le uniche "colpe" che i Verdi sono disposti ad ammettere, dunque, sono da una parte quella di aver detto "no ad affaristi, camorristi ed ecomafie" e, dall´altra, quella di aver detto "sì alla raccolta differenziata e alla salute dei cittadini". E chi è in buona fede, se proprio non vuole rendergliene merito, deve almeno prenderne atto. Il partito del Sole che ride farebbe bene, piuttosto, a riflettere sulla propria immagine, sulla propria credibilità e capacità di comunicazione, per verificare se in qualche caso non ha peccato di estremismo o di massimalismo, compromettendo l´efficacia delle sue iniziative.
Quali sono, allora, i nomi dei veri colpevoli? Lo stesso leader dei Verdi, il ministro dell´Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, nell´intervista rilasciata mercoledì scorso al nostro giornale, ne ha fatto esplicitamente uno: quello di Cesare Romiti. E ha richiamato il "disgraziato appalto alla Fibe del gruppo Impregilo", la società di costruzioni e ingegneria di cui Romiti ha mantenuto il controllo dopo l´uscita dalla Fiat fino al 2005 e la presidenza fino al 2006, che ha prodotto 5 milioni di tonnellate di ecoballe.
Il nome di Cesare Romiti non figura per la verità nella richiesta di rinvio a giudizio depositata dalla Procura di Napoli per il processo che avrebbe dovuto aprirsi proprio oggi e che è stato rinviato per lo sciopero degli avvocati. Ma in compenso ci sono quelli dei suoi due figli, Pier Giorgio e Paolo, rispettivamente nella qualità di amministratore delegato di Impregilo e di direttore commerciale di Fisia Italimpianti controllata dallo stesso gruppo. Insieme ad altre 26 persone, tra cui spicca l´ex governatore della Campania Antonio Bassolino, sono imputati "in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso" di vari reati come frode, truffa, inadempimento dei contratti d´appalto, stoccaggio illegale di rifiuti e abuso d´ufficio.
Nelle 45 pagine del provvedimento, emesso dopo un´indagine durata cinque anni, c´è la ricostruzione precisa – data per data, cifra per cifra – del "puzzle" che ha originato l´emergenza in Campania da dieci anni a questa parte. E sebbene molti reati rischino di cadere in prescrizione, questo sarà comunque il primo processo sui rifiuti contro le imprese e i rappresentanti della Pubblica amministrazione, nel quale anche il Wwf si costituirà parte civile. Paradossalmente, oltre alla presidenza del Consiglio dei ministri e alla Protezione civile, nel lungo elenco delle parti offese compaiono la stessa Regione, tutte le Province e i Comuni della Campania.
A dare il via al grande scandalo della spazzatura è un´ordinanza commissariale del 12 giugno 1998, con cui furono indette le gare d´appalto per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. A seguito dell´aggiudicazione all´Impregilo e alle aziende controllate, i contratti vengono stipulati il 7 giugno 2000 e il 5 settembre 2001. Prevedono l´obbligo di costruire sette impianti di produzione di cdr (combustibile derivato da rifiuti); di edificare due termovalorizzatori e di gestirli secondo le prescrizioni della normativa di settore.
Ebbene, in base all´accusa della Procura napoletana, gli imputati hanno presentato progetti difformi dagli atti di gara o hanno realizzato impianti difformi dai progetti approvati, in violazione degli obblighi contrattuali. L´Impregilo dei fratelli Romiti e le altre società del gruppo hanno prodotto cdr di qualità diversa da quella concordata, con un potere calorifico inferiore e un´umidità superiore al 25%, ma soprattutto con valori di piombo, cromo, arsenico e cloro ben oltre i limiti previsti. Il compost non risultava idoneo a essere utilizzato per recuperi ambientali. In numerose circostanze le ditte appaltatrici "hanno rifiutato o fortemente ritardato il conferimento dei rifiuti solidi urbani con i camion delle aziende di raccolta", costringendo così il Commissario straordinario e i sindaci a disporre l´imballaggio della spazzatura e il trasporto in altre regioni italiane o all´estero. Spesso sia i trasporti sia la gestione delle discariche sono stati subappaltati, con il rischio di alimentare le infiltrazioni camorristiche. E infine, la grande balla delle ecoballe: in attesa di realizzare i termovalorizzatori, non è stato effettuato il recupero energetico dalle balle di cdr.
Quanto al Commissario Antonio Bassolino, al vicecommissario Raffaele Vanoli e al subcommissario Giulio Facchi, la loro colpa in sostanza è quella di non aver impedito che tutto ciò accadesse nell´esercizio delle loro funzioni. Nel provvedimento della magistratura, si cita un fitto elenco di ordinanze con cui gli amministratori pubblici hanno consentito la violazione degli obblighi contrattuali e la pratica dei subappalti. O comunque, non le hanno contestate e denunciate.
È per tutte queste ragioni che Raffaele Raimondi, presidente emerito della Corte di Cassazione, in qualità di magistrato e di presidente del Comitato giuridico per la difesa dell´Ambiente, ha presentato recentemente un ricorso contro l´Impregilo alla Corte europea per disastro ambientale. L´accusa, com´è già accaduto nei casi di Marghera e di Severo, è di aver attentato alla salute dei cittadini. E il reato in questione è ancora più grave di quelli contestati dalla Procura di Napoli, tanto da superare anche i rischi di prescrizione e i termini di indulto."



Postato alle 00:00:00 del 14/01/2008 | Ambiente | Rispondi | Stampa | Inoltra


Commenti

Sono davvero amareggiato per questi giorni particolarmente bui per la nostra regione Campania e l’amarezza diventa ancora più grande se rifletto ai tanti sforzi fatti in questi anni inutilmente e alla grande disinformazione che si sta facendo, volontariamente, da parte di tutti i mezzi d’informazione, tranne che da te che sei un…comico. E' bene sapere che chi scrive è stato responsabile dei Verdi a Nola per diversi anni, oggi non iscritto a nessun partito perché disgustato dai partiti e fuoriuscito dai Verdi per contrasti proprio con la linea politica dell’attuale Ministro dell’Ambiente. Nel 1999 insieme all’ora sindaco Giovanni Cavaccini di Casamarciano, un piccolo comune vicino Nola, ed un vero esperto in gestione dei rifiuti, Roberto Rainoldi, facemmo partire, tra i primi in Campania, una importante raccolta differenziata porta a porta secco-umido che raggiunse subito percentuali elevatissimi e si allargò a macchia d’olio in tutta l’area nolana (oltre 20 comuni) a cavallo tra le province di Napoli ed Avellino. Nel giro di un paio d’anni tutti i comuni della zona, nonostante il pessimo aiuto da parte del Commissariato di Governo impegnato a costruire impianti costosi invece di puntare veramente sulla raccolta differenziata in primis e nonostante i numerosi problemi e nessuna via preferenziale riservata a questi comuni virtuosi, sono usciti dall’emergenza rifiuti con percentuali di raccolta differenziata “svizzere” per la provincia di Napoli (vedi www.comuniricicloni.org). In quest’ultima emergenza a Nola e dintorni non si sono riscontrati problemi, proprio perché si effettua la raccolta differenziata. La cosa più grave di tutta la vicenda è che tutto questo lavoro è stato messo in secondo piano dagli organi d’informazione, non si doveva sapere, come non si deve sapere che già nel 2001 chiedemmo, inascoltati, il commissariamento dei comuni non in regola con la raccolta differenziata. Come non si dice che il disastroso piano rifiuti in Campania è stato partorito e portato avanti da entrambi gli schieramenti e che se anche oggi fosse attivo l’impianto di Acerra non potrebbe bruciare nessuna delle “eco”balle prodotte e nemmeno i rifiuti distribuiti per strada, se è vero che il piano prevede impianti (come prescrive la legge) per il trattamento di rifiuti provenienti da una raccolta differenziata di almeno il 35%, e che inoltre gli impianti di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) e l’inceneritore di Acerra sono stati fermati dalla magistratura. In particolare gli impianti di cdr sono stati chiusi principalmente perché non a norma, a causa dei rifiuti non differenziati che hanno ricevuto fino ad oggi. Non si deve sapere nemmeno che dai comuni dell’area nolana era partita anche una richiesta di poter gestire in proprio, con un ciclo chiuso e con la raccolta differenziata seria, i rifiuti del proprio territorio: la risposta? Paenzano 1 (la prima discarica realizzata a Schiava di Tufino per servire quasi tutta la Provincia di Napoli), Paenzano 2 (la seconda discarica a 200 metri dalla prima e a 200 metri da una cava mostruosa) e l’impianto di cdr sequestrato più volte anche per possibili danni ambientali. I comuni dell’area nolana, quindi, sono in regola con la normativa sulla raccolta differenziata (praticamente i soli in tutta la Provincia di Napoli, tranne poche eccezioni) e sono costretti a subire i rifiuti di chi la raccolta differenziata non la fa: altro che solidarietà! Le informazioni devono essere poco chiare, poco ragionate, molto ad effetto, come prendersela con Pecoraio Scanio, che ha un’unica vera colpa, quella di non essere riuscito ad imporre il principio della raccolta differenziata, più che da ministro, da esponente autorevole di un partito di maggioranza in Campania. Anche “La casta”, lo splendido ed informatissimo libro di Rizzo e Stella, non coglie il segno quando dice “…i cassonetti non traboccano di pattume come a Nola”, dato che sono sette anni che i cassonetti non ci sono più per la raccolta porta a porta attuata e che, proprio a Nola, vere emergenze non ci sono mai state a differenza di tanti altri comuni del resto della provincia di Napoli, oppure quando subito dopo “…l’inceneritore di Brescia è stato costruito senza le rivolte popolari di Tufino”, perché a Tufino si è protestato non contro l’inceneritore in se, ma per la mancata attuazione della raccolta differenziata negli altri comuni della Campania, contro l’accanimento dimostrato dal Commissariato di Governo ai Rifiuti con le discariche Paenzano 1, Paenzano 2 ed il Cdr sempre sullo stesso territorio e le continue bugie e mancate promesse dei politici. A chi giova tutto questo? Sicuramente non hai cittadini, ma di certo a quei potentati economici, anche settentrionali, che fanno buoni affari con le emergenze campane, di certo non con la raccolta differenziata. Un piano serio (e questo sono decenni che cerchiamo di farlo capire) doveva partire prima con la riduzione dei rifiuti (ma andiamo a toccare parecchi interessi), poi con la raccolta differenziata obbligatoria per tutti i comuni (e anche qui tocchiamo altri interessi), infine si poteva decidere di cosa fare del residuo. Oggi si parla di tre inceneritori in Campania, spero che non serviranno per la presenza di una buona raccolta differenziata ma, credimi, questi politici hanno fatto perdere la fiducia della gente e diseducato i cittadini. Perdonami, ma il mio è lo sfogo di un ex ragazzo di 37 anni che ha buttato “i migliori anni della sua vita”, è proprio il caso di dirlo,…nella “monnezza”. Grazie Angelo Amato de Serpis Associazione Meridies
postato da: Angelo Amato de Serpis alle 20:45:50 del 21/01/2008

 
Caro Alfonso, le responsabilità del disastro ambientale causato dall' emergenza rifiuti , sono assai evidenti . La filiera della raccolta e dello smaltimento non ha funzionato poichè poichè gli impianti che avrebbero dovuto provvedere a ciò non sono a norma . I dirigenti della ditta Impregilo e della Fisia Impianti ( i fratelli Romiti ) , e vertici della pubblica amministrazione della regione Campania ( Commissario Antonio Bassolino , vicecommissario Raffaele Vacchi e subcommissario Giulio Facchi ) , sono i responsabili di questo disastro ambientale . E' singolare che i Verdi siano chiamati in causa a questo proposito, poichè sono gli unici che hanno sempre denunciato nei fatti il malaffare " smaltimento rifiuti in Campania ",un mix di irresponsabilità gestionale ed imprenditoriale e inefficienza amministrativa. Credo che " i nemici"del paese e della sinistra , oggi , siano proprio questi : l' irresponsabilità gestionale nelle aziende pubbliche e private , l' inefficienza amministrativa, la corruzione. A questo riguardo, non può esserci tolleranza. Le dimissioni degli amministratori coinvolti nello scandalo " rifiuti in Campania " dovrebbero essere un atto dovuto . Un caro saluto Lia Briganti
postato da: lia briganti alle 16:54:13 del 20/01/2008

 
Egregio ministro, finora mi ero lamentato del silenzio assordante del presidente della Provincia di Napoli sull'emergenza rifiuti. Ora che ho letto la sua intervista rilasciata al Mattino ho cambiato idea: era meglio se continuava a stare zitto! Che significa "sono contrario ai termovalorizzatori, ma a quello di Acerra sono favorevole perché c'era nel programma"? Messaggi contraddittori e confusionali come questo non aiutano ad uscire dalla crisi, tutt'altro. Su altre parti dell'intervista, comunque, concordo. A cominciare dalla necessità di riaprire discariche, questione che non deve essere un tabù. Buon lavoro.
postato da: Vincenzo Iurillo alle 18:50:55 del 19/01/2008

 
Caro Ministro, alla fine i nodi vengno al pettine. Anche io sono convinta che è assurdo pensare che voi verdi siate responsabili dell'emergenza rifiuti. Casomai siete coloro che difendono la salute dei cittadini... Continui, Ministro e non si lòasci intimidire
postato da: Sarina Piccoli alle 15:27:02 del 19/01/2008

 
Presidente è ora di dire la verità! forse tutti non conoscono le difficoltà che esistono in Campania. Per la prima volta dopo 15 anni di sversamenti abusivi di rifiuti tassici, il Ministro all'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio a differenza dei suoi predecessori è riuscito finalmente a determinare un programma di bonifica, facendo stanziare nell'ultima finanziaria somme adeguate per rendere operativo il progetto. Altra cosa che và ricordata, e che noi Verdi abbiamo sempre denunciato, è il piano FiBE-Bassolino, il quale era ed è fallimentare per vari motivi, tra cui: il fatto che non possono essere pochi impianti a sobbarcarsi tutto il peso della monnezza Campana, che gli impinti in costruzione erono e sono absoleti tecnologicamente, e sopratutto, i siti individuati per l'allocazione dei medesimi (Caivano, Giugliani, Acerra, Tufino, etc..) sono stati scelti senza la concertazione con le popolazioni, perlopiù, costruiti nelle stesse aree dove c'erano e ci sono ancora discariche abusive di rifiuti tossici provenienti prevalentemente dal nord Italia! Ricordando a chi in questi giorni ha attaccato duremente i Verdi cercando dsi farli passare come i veri responsabili del disastro cercando di coprire lobby economiche, rammentiamo che non abbiamo persone e ruoli con deleghe ai rifiuti!! Pertanto Presidente, portandole la solidarietà di tanti ambintalisti, e confidanto nel lavoro di squadra fino ad oggi praticato, con grande spirito ideologoco e razionale penso è giunto il momento di chiedere a tutte le istituzioni locali e al commissariamento dell'emergenza rifiuti pieni poteri nel settore dei rifiuti, dimostrando a tutti che solo con una politica dei Verdi senza corruzioni, speculazioni e strumentalizzazioni si possa risolvere il problema dei rifiuti definitivamente attraverso la formula che abbiamo sempre sostenuto: raccolta differenziati, piccoli impianti tecnologicamente avanzati, gestione locale dei rifiuti, cioè ognuno il suo, senza che vengono costruite grandi discariche o inceneritori, ma piccoli impianti came i gassificatori o dissociatori molecolari. Saluti, Cuono.
postato da: cuono Lombardi alle 12:27:39 del 19/01/2008

 
Gentile Ministro, non sempre sono stato d'accordo con le sue posizioni ma di una cosa devo darle atto: il suo no agli inceneritori è lodevole. Ancor più se si pensa che oggi tutta la classe politica di questo paese spinge verso quella che considero una macchina di morte. Il profitto di alcuni e l'ignoranza di molti stanno poiettando questo paese in un baratro ambientale senza precedenti. Sono di Grottaglie (TA) e da 4 mesi faccio parte di un Presidio Permanente che dice no all'ennesimo ampliamento di una discarica per rifiuti speciali in una provincia già martoriata da ben 72 discariche autorizzate, l'acciaieria più inquinante d'Europa, un inceneritore e 8 impianti soggetti a normativa Seveso. Il nostro NO è un no motivato da forti irregolarità nell'iter autorizzativo di questa discarica, fortemente voluto da una classe politica interessata che resta sorda agli appelli della cittadinanza che da oltre 4 mesi manifesta civilmente il proprio dissenso. Il popolo grottagliese è lo stesso popolo che ha raccolto 16000 firme, anche tra i paesi limitrofi, per una proposta di legge di iniziativa popolare per la disciplina di ingresso dei rifiuti speciali extraregione. Proposta che è diventata LEGGE con l'approvazione in Consiglio Regionale. Un esempio di civiltà e legalità per l'Italia intera che, invece, è stato sottaciuto da tutti i media, locali e nazionali. A questo popolo ora si vuole imporre un'altra discarica (con le prime due già stracolme!) di 2.200.000 m3 di capienza in barba ad ogni regola. Cito solo una delle omissioni presenti negli atti autorizzativi. E' totalmente omessa la presenza di un importante conduttura dell'Acquedotto Pugliese (che conduce acqua potabile per il Salento e per alcuni paesi del tarantino) a pochissimi metri dalla discarica. Non solo, qualcuno ha avuto la brillante idea di posizionare adiacente e parallelo alla conduttura di acqua potabile, il tubo delle acque meteoriche della discarica. Le chiedo, è possibile che pur denunciando tutto ciò, anche alla magistratura, ancora nessuno intervenga per fare chiarezza? Ora, la faccio anche sorridere. Il Presidio Permanente da 4 mesi si ostina a denunciare che le discariche sorgono in aree soggette a vincoli paesaggistici e idrogeologici del tutto ignorati nelle autorizzazini concesse. Ebbene, l'Ufficio Tecnico del Comune di Grottaglie ha avuto il coraggio di inviare un'ordinanza di sgombro in quanto le 4 tende del Pesidio sorgono su un suolo (il proprietario ha autorizzato) soggetto a vincoli paesaggistici e idrogeologici. Mi spiego meglio, secondo l'ufficio tecnico, su un suolo soggetto a vincoli, è incopatibile un presidio di 4 tende ma si può costruire una mega discarica per rifiuti speciali. In pratica, ci hanno offerto il documento che, probabilmente, li "condannerà". Maggiori informazioni sul giornale locale: http://www.viacrispi.it/blog
postato da: Gianpaolo Cassese alle 11:11:46 del 19/01/2008

 
"...Il partito del Sole che ride farebbe bene, piuttosto, a riflettere sulla propria immagine, sulla propria credibilità e capacità di comunicazione...." qualche mese fa, io ho scritto su queste pagine esattamente la stessa cosa; vorrei invitare ad una riflessione: in questi giorni, da destra e da sinistra, arrivano attacchi all'operato dei Verdi, a Pecoraro in persona; io che vi seguo e voto da 16 anni so che la maggior parte sono solo illazioni di squallida propaganda populista politica; ma mi domando: come mai nei salotti tv dove ormai si fa la politica del paese, quasi mai Ministro lei viene invitato a discutere e al confronto, anche quando viene chiamato in causa? come si può pensare di portare avanti sacrosante battaglie se poi l'interfaccia tra l'idea, e la massa della gente popolare a cui è destinata, è spesso affidata a persone che, pur con le migliori intenzioni del mondo, non hanno capacità comunicative, non "bucano", come si dice in gergo? Rendiamoci, rendetevi, conto, che al di là delle solite affermazioni elettorali alla Rutelli, la popolazione italiana media è fatta di gente ignorante, disinteressata, e per nulla propensa a riflettere su ciò che non la riguarda in prima persona nelle necessità del quotidiano immediato; forse i Verdi, se è vero che in tutta Europa sono il secondo partito che tutti voterebbero, farebbero bene, per il nostro bene, a rivedere completamente le strategie di comunicazione e impatto sociale, studiando sia il vituperato berlusconismo ( che però funziona), che le campagne d'oltreoceano; mi sarei aspettato in questi giorni, il mio Ministro convocare giornalisti, conferenze e quant'altro, per sbugiardare come meritano i vari Casini, Di Pietro, Bondi, etc etc; quasi nulla è successo, e ora c'è la spada di damocle della mozione di sfiducia..... chiudo con un pensiero da persona competente che si occupa di pianificazione territoriale, valutazione d'impatto ambientale e ecologia in genere: l'incarico dato a De Gennaro, in virtù delle deroghe concesse a tutte le normative di tutela del territorio, farà più danni del danno che si appresta a risolvere.
postato da: max pagano alle 08:07:47 del 19/01/2008

 
Carissimo, aiutami a diffondere queste notizie,come sai fare tu,anche invitando il Signor Paolo Plescia per dire la sua.Tutti parlano di inceneritori,(se non si fa nulla questa battaglia si perderà)ma nessuno parla dei sistemi alternativi,nè i politici,nè i media. Chi tace è colpevole quanto coloro che hanno provocato il disastro in Campania!! Ho tanta fiducia in te, aiutami,sono uno del Blog,saluti, Sergio Scotti 07/01/2008 Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’ Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata. Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili. Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità. “Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno. Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro. L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno. “Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”. Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”. Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani. Roma, 7 gennaio 2008 La scheda Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it Ufficio Stampa Cnr Rosanna Dassisti tel. 06.4993.3588 rosanna.dassisti@cnr.it
postato da: scotti sergio alle 15:24:51 del 18/01/2008

 
Mastella ha dichiarato, cogliendo nel giusto: "Vorrei sapere perché io sarei concusso per una nomina e per tutte le altre nomine non ci sarebbero nè concussi nè concussori. Può non piacere il sistema che sta dietro ai giochi della politica, ma questo è!" Mi ricorda Craxi che nel celebre discorso alla Camera del '92 disse, cogliendo nel giusto: "ciò che bisogna dire e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare od illegale. I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale." Berlusconi, cogliendo anche lui nel giusto, ha dichiarato sul caso Mastella: "non mi risulta nulla che possa essere indicato come un reato. E' la vita politica di tutti i giorni. E' la normalità della politica: tutti in parlamento dovremmo essere sotto processo se questo fosse reato". Mi domando cosa succederebbe se si chiedesse l'opinione della maggioranza del popolo italiano, di tutti quelli che non vivono di favori, di nomine, di clientelismo, di privilegio... Immaginate di chiedere agli Italiani: dovremmo metterli tutti sotto processo per vedere se quello che loro chiamano "fare politica" non sia invece "commettere reati"? Chissa' cosa risponderebbero gli Italiani...
postato da: Bruno Picozzi alle 16:38:02 del 17/01/2008

 
caro ministro faccio una proposta: perchè non trasmettere programmi su come si fa la raccolta differenziata? Bastano pochi operatori che girano e intervistano paesi in Italia dove questo accade e far vedere a tutti che ciò è possibile. Tutte le mattine si trasmettono trasmissioni sulla cucina, per intenderci quella condotta dalla Clerici, perchè non intercalare settimanalmente anche una trasmissione sulla gestione domestica e concreta dei rifiutì? Temo che se non si fanno trasmissioni su modelli pratici fra poco l'Italia sarà piena di inceneritori. Impianti irreversibili. E ancora una volta le lobby avranno vinto......Inoltre Henris Venis è ingeneroso nei confronti dei Verdi si legga il sito www.ecquologia .it Dicendo così fa il gioco di tanta parte politica che nelle amministrazioni locali hanno sempre boicottato le idee e proposte dei Verdi, solo perchè questi non hanno mai voluto connivenze con quei poteri i cui fini sono di lucro e non del benessere dei cittadini. Buon lavoro a lei e Bonelli il quale sa rispondere in modo pacato e persuasivo.
postato da: florence toschi alle 14:08:37 del 17/01/2008

 
ETERNIT AMINTO 2- NON E POSSIBILE CHE LA LEGGE CONSENTA AI PRIVATI DI SMALTIRLO PER CONTO PROPRIO MA CHI A SCRITTO STA LEGGE I FRATELLI MARX . MA CHI CONTROLLA! MI RENDO CONTO CHE QUESTO E UN PAESE D'INCOSCENTI DELINQUENTI NEL VOSTRO PICCOLO SIETE TUTTI MAFIOSI, CHE DELL'ECOLOGIA NON FREGA NIENTE. FATTA LA LEGGE TROVATO L'INGANNO . DA STANIERO RESIDENTE DA MOLTI ANNI IN ITALIA CAPISCO CHE FORSE QUELLO CHE VI STA CAPITANDO VE LO MERITATE
postato da: HENRY VENIS alle 10:59:48 del 17/01/2008

 
CARO ALFONSO FAI LA LEGGE CHE OBBLIGHI I PROPRETARI DI IMMOBILI DI TOGLIERE ETERNIT AMINTO E UNA VERGOGNA CHE NON SIA OBBLIGATORIO PORCA MISERIA MA COSA BISOGNA FARE IN QUESTO PAESE MORIRE PER FIBROSI AL MOLMONE.......
postato da: HENRY VENIS alle 08:40:11 del 17/01/2008

 
Esprimo piena solidarietà e fiducia a Lei caro Ministro, anche per come sta gestendo il problema rifiuti in Campania. A mio avviso la petizione contro di lei è solo politica. Non si dimetta. Un Ministro ambientalista come Lei non ne troviamo. Un ministro che ha il coraggio di chiudere col carbone per puntare all'eolico e al fotovoltaico, come ha dimostrato in questo anno e mezzo di legislatura, non lo troveremo. Quindi spero che Lei rimanga il responsabile dell'Ambiente per almeno altri tre anni. Se questa mozione dovesse passare, l'Ambiente passerà in mano a un pazzo che vuole costruire opere faraoniche e completamente inutili (ponte di Messina, che se succede un terremoto crolla tutto), ulteriori inceneritori (oggi si sta facendo una vergognosa, dannosa e ingannevole pubblicità alla sicurezza dei termovalorizzatori, come sulla scia del disastro di chernobyl si pubblicizzava la chiusura delle centrali nucleari), centrali nucleari, nuove basi militari, raffinerie di petrolio, e centrali a carbone "pulito" (anche se mi chiedo cosa c'è di pulito nel carbone). L'ambiente verrà distrutto se passa questa mozione. Spero che Lei rimanga al suo posto per altri anni ancora. Un saluto, Paolo.
postato da: paolo brundu alle 19:02:00 del 16/01/2008

 
Dipendente PECORARO SCANIO, visto che lei è un convinto frequentatore del blog di Beppe GRILLO, ha dato un'occhiata al video "Biutiful cauntri"? Ha visto lo scempio? Come Ministro della'Ambiente che lei tanto si vanta di essere, non è riuscito a impedire questo disastro??? E lei ha nacora il coraggio di uscire a rilasciare interviste????? Se avesse un minimo di dignità, non dico che si dimetterebbe, ma almeno tacere......
postato da: Toto d. alle 18:04:37 del 16/01/2008

 
Oggi sui principali quotidiani nazionali e campani si fa riferimento alla possibilità di un commissario straordinario per la raccolta differenziata a Napoli. Pecoraro assuma l'incarico e dia dimostrazione delle sue capacità. Un modo per riconquistare la credibilità verso i cittadini. Che ne pensate dell’idea.
postato da: Luigi Sala alle 16:22:17 del 16/01/2008

 
THOR CNR, vogliamo informazioni più approfondite.Grazie.
postato da: Antonio Conte alle 15:14:16 del 16/01/2008

 
Egregio Alfonso, finalmente. Il torpore che ha colpito i Verdi nei giorni seguenti la trasmissione di Vespa mi aveva onestamente lasciato titubante sulle eventuali responsabilità dei Verdi in merito all'emergenza rifiuti in Campania. Un torpore fatto di silenzi ed in parte di un senso di irragionevolezza per le accuse piovute da ogni parte. L'operato dei Verdi, che mi permetto di giudicare perchè mio da oramai dieci anni, è stato sempre contrassegnato da una forte spinta ideologica che, al contrario di quanto si scrive o si legge in questi giorni, è stata fondamentale per salute dei cittadini. Senza i Verdi oggi la Campania continuerebbe ad essere la pattumiera d'Italia grazie alla miopia interessata della camorra e di una parte consistente dei nostri alleati politici (non parlo del centro-destra perchè non hanno nulla a che vedere con l'ambiente). Per me l'unico errore che si sta commettendo è quello di non rammentare che le scelte fatte, sono le scelte che noi rivendichiamo, a cominciare dalla situazione inerente Acerra. Ti ricordo, Alfonso, che il nostro partito all'epoca era all'opposizione della Giunta Bassolino con Gabriella Cundari, unica consigliera, schierata fortemente per la salvaguardia della salute di noi cittadini, per cui le accuse a nostro carico sono evidentemente infondate. Ora però è il momento delle responsabilità! E se queste ultime devono essere davvero nostre allora pretendiamo la delega ai rifiuti e alla raccolta differenziata in tutti i comuni dove amministriamo in Campania, in considerazione del fatto che nei comuni dove abbiamo quel tipo di delega non vi è alcun problema di rifiuti e la raccolta differenziata si aggira su percentuali maggiori del 38% medio. Abbiamo le capacità per fare uscire la Campania da questo disastro, cominciamo ad averne anche il coraggio. Ti auguro buon lavoro.
postato da: mario visone alle 13:40:01 del 16/01/2008

 
Ancora un'aggressione giornalistica ai danni dei Verdi. Ma io mi domando? Quale è il vero motivo di questa campagna giornalistica vile messa in atto dal Mattino, gestito dal suocero dell'ex presidente della camera. Vuoi vedere che l'emergenza rifiuti non c'è entra nulla. Il vero motivo è la riforma elettorale per costringere i piccoli partiti a non alzare la testa. Basta vedere ciò che sta accadendo all'Udeur.
postato da: Juri. Novella alle 13:27:02 del 16/01/2008

 
Come arrapicandosi sugli specchi Il giornale titola " Miracolo: i rifiuti sono spariti" http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=234034 non se ne parla per non parlare di quest'articolo Se si va su http://www.clementemastella.blogspot.com/ c'è scritto: "Non sono sparito" datato 5 dicembre. Però se Raffaele Raimondi, presidente emerito della Corte di Cassazione, in qualità di magistrato e di presidente del Comitato giuridico per la difesa dell´Ambiente, ha presentato recentemente un ricorso contro l´Impregilo alla Corte europea per disastro ambientale e non qua in Italia ne posso solo dedurre che una trasmissione "Chi l'ha vista?" sulla giustizia italiana non sarebbe fuori luogo. Ma all'estero non devono pernsare male: i controlli, le sanzioni ci sono per tutelare la salute dei cittadini, e come! Di multe per pattumiere lasciate distrattamente aperte o per mancato funzionamento del pedale a dir la verità solerti funzionari ne hanno fatte per così, nei locali pubblici dove tra l'altro collezioniamo contenitori anche da 5-10 kg senza pedale ma con coperchio che si potrebbero riusare oppure distribuire per la raccolta porta a porta. Se si applicassero le stesse regole per ogni discarica a cielo aperto, di quanto li dovremmo multare? Sono contenta e nello stesso tempo no, leggendo questo suo post. Contenta per quello che avete fatto e state facendo, preoccupata perchè se voi che siete magistrati, avvocati ecc. passate dalla parte del torto, dovete pagare una pagina del giornale per dire la verità e faticate tanto per fare le vostre ragioni, figuriamoci noi; perplessa perchè il ciccio della situazione qua ci sta riempendo di bidoni e campane, però alluminio escluso, che se uno vuole fare il solidale adotta a distanza i rifiuti di un napoletano di una settimana e li smaltisce come suoi fregando così i leghisti ma parla anche di compattatori e allora viene il dubbio di contribuire poi a foraggiare il termovalorizzatore di Brescia, e francamente quelli della Fly a parte, i bresciani mi stanno simpatici e non mi va di farli ammalare. Spero che anche gli altri facciano la loro parte e che ci venga suggerito il modo migliore per eliminare e differenziare i rifiuti, così senza materia prima e senza Cip la finiranno di fare cose inutili e dannose. Buona continuazione, Riprendiamoci i cip e pure i cip ciop di un mondo più pulito.
postato da: anna m. caputano alle 02:36:19 del 16/01/2008

 
anche se ho espresso delle critiche, i verdi hanno la mia solidarietà. comunque credo che bisognerebbe stabilire rapporti con i radicali, per riportarli a sinistra e avere un alternativa elettorale a quella che sembra essere sempre piu destinata a diventare una COSA ROSSA che una sinistra plurale e arcobaleno. lo dico per i verdi e per il futuro politico dell'italia. i verdi comunque non devono diventare subalterni di rifondazione, nè di chiunque altro. sulla legge elettorale consiglio un compromesso: proporzionale al 4% con indicazione non vincolante delle coalizioni e preferenze. anche perchè probabilmente la scelta sarà tra il maggioritario francese e il bianco corretto.
postato da: emanuele rigitano alle 17:02:11 del 15/01/2008

 
Egregio ministro, sono dieci anni che il centrosinistra scarica su Antonio Rastrelli le colpe dell'emergenza rifiuti. Ma in dieci anni ogni errore poteva essere corretto, rimediato, modificato in corso d'opera. Che cavolo si cambia a fare un governo, un'amministrazione, se quella che viene dopo si limita a prendersela con chi c'era prima? Il commissariato straordinario - alias Bassolino - per anni non ha contestato all'Impregilo le inadempienze relative alla costruzione di scadenti impianti Cdr: la Regione Campania - alias Bassolino e la sua maggioranza, verdi compresi - non è stata capace di incidere sul problema. Che senso ha mandare Bonelli a 'Porta a Porta' per continuare a rinfacciare a Rastrelli un appalto vecchio come il cucco? Lui ha le sue colpe. Ma quelle principali spettano al centrosinistra, ai Progressisti, all'Ulivo, alla Gad, all'Unione, ai mlle modi in cui la maggioranza si è fatta chiamare in questi anni mentre il piano rifiuti naufragava miseramente nel fallimento attuale. E dica al Presidente della Provincia di Napoli, socio fondatore di Diametro, la lobby dei bassoliniani, Presidente che Lei ben conosce, di iniziare a collaborare all'individuazione dei siti, come è scritto nella legge regionale, invece di trincerarsi nel silenzio assordante che finora lo ha contraddistinto. Buon lavoro
postato da: Vincenzo Iurillo alle 15:00:54 del 15/01/2008

 
Stare sulla difensiva vuol dire dar ragione agli accusatori.Bisogna rispondere rilanciare.Abusivismo:la CDL ha fatto i condoni edilizi noi demoliamo le case abusive sulle coste o zone di pregio ambientale,subito.Vorrei vedere i vari Fini ,Casini cosa dicono.Ma se noi non facciamo niente pur stando al governo nazionale o regionale ecc..ecc.. agli occhi dell'opinione pubblica saremo maggiormente colpevoli perchè ci chiamiamo verdi.Personalmente stare a discutere di chi è la colpa non m'interessa molto.é possibile stilare una lista con i comuni che reciclano e quelli no?Chiedere conto dove non viene fatta del perchè? .S.O.S: parco punta pizzo Gallipoli.
postato da: luigi di cristo alle 12:20:55 del 15/01/2008

 
Nei giorni in cui la Campania è soffocata dall’emergenza rifiuti, il Consiglio Nazionale delle Ricerche rilancia un progetto che consente di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata. «Thor», questo il nome del progetto elaborato assieme ad Assing spa, spiega in una nota il Cnr, rappresenta «un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore». Acronimo di «Total house waste recycling» (riciclaggio completo dei rifiuti domestici) la tecnologia, ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, si basa su un processo di raffinazione meccanica dei materiali di scarto, che vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili. Come un «mulino» di nuova generazione, spiega il Cnr, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità. «Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico,compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse», spiega nella nota Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor. «Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici». Il prodotto, dice ancora il Cnr, può essere utilizzato sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la `pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno. Il primo impianto Thor, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento. E’ completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Il sistema è stato progettato anche come impianto mobile, montabile su camion o navi, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
postato da: giovane holden alle 11:49:31 del 15/01/2008

 
Solidarietà ad Alfonso da Claudio Pelagallo Vicepresidente Regionale dei Verdi del Lazio e dai Verdi del Litorale Romano Occorre Repingere con forza la campagna Mediatica contro il Presidente dei Verdi, questa e la mail che ho inviato al blog di Grilloe ad altri blog. Ha Ragione Beppe Si è aperta la caccia!! Riciclaggio dei rifiuti Quindi Riduzione dei rifiuti, Riutilizzo dei materiali, Riciclaggio della materia e Recupero sono "La filosofia delle 4R", le quattro regole per affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Da Venti anni questa e la proposta dei Verdi in materia di rifiuti. Ma la Destra affarista, ma anche pezzi di PD che con i gruppi affaristici vanno tanto d'accordo, i media, e le Lobby dei costruttori di inceneritori hanno aperto la caccia a quello che da più fastidio: Pecoraro Scanio, ministro da un anno e mezzo, con nessuna competenza del suo ministero in materia di rifiuti. Le sue colpe in Campania sono di aver impedito la costruzione di un inceneritore in un oasi del WWF. Chi lo attacca ha altri interessi che risolvere la questione rifiuti. Ad esempio Casini da tempo chiede le sue dimissioni, se non altro per far star meglio il povero suocero Caltagirone, al quale i Verdi a Roma e nel Lazio osteggiano le speculazioni immobiliari. claudio pelagallo 11.01.08 16:39 |
postato da: claudio pelagallo alle 10:29:28 del 15/01/2008

 
Signor Ministro, faccia un colpo di telefono al CNR, e chieda del progetto (già realizzato e funzionante in Sicilia) THOR, le giuro che non è un fumetto. L'aspetto con qualche notizia interessante su questo blog. Saluti
postato da: francesco ruggiero alle 18:30:46 del 14/01/2008

 
Buonasera Onorevole. Finalmente i nomi. Lei ha fatto dei nomi e quindi adesso sul tavolo vi sono accuse precise. Vediamo come proseguirà questa faccenda. I rifiuti sono ben visibili, speriamo che siano ben visibili anche le eventuali colpe e i provvedimenti presi. Saluti
postato da: Alessandro Bellotti alle 17:52:46 del 14/01/2008

 
ETERNIT AMIANTO SIG.R MINISTRO FACCIA LA LEGGE CHE IMPONE LO SMALTIMENTO NE VA DELLA SALUTE DELLA GENTE. LO SO CHE SONO NOISO MA QUESTA E UNA COSA CHE FINI ALLA NAUSIA LO RIPETERO IMPONGA PER LEGGE DI TOGLIERE ETERNIT AMINTO LA PREGO. O VISTO IL GRANDE LAVORO SVOLTO A BALANGERO MA BISOGNA TOGLIERLO DALLE CASE CIVILI E IN PARTICOLARE DAI POSTI DI LAVORO NON CREDE.......
postato da: HENRY VENIS alle 14:05:30 del 14/01/2008

 
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