
Sta sollevando
molte proteste il disegno di legge per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana, periodica e libraria proposto dal Consiglio dei Ministri del 12 ottobre. Il disegno di legge (come sottolinea
giustamente Repubblica ) è "complesso, 20 pagine, 35 articoli" e dico subito che quel giorno, dopo aver tentato
di migliorare il decreto sul welfare,
sono dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico e non ho potuto seguire la norma che sta allarmando la Rete. Rileggendola oggi, mi sembra decisamente restrittiva per chi gestisce un blog o una pagina web.
Il popolo della rete ha lanciato l’allarme, e noi l'abbiamo recepito. Il controllo dei cittadini e del web sull'operato di chi governa in questo caso ha sortito il suo effetto, e mi sembra un grande esempio di democrazia.
Essendo solo un disegno di legge, dovrà passare in Parlamento per l’approvazione,
i Verdi quindi presenteranno emendamenti a questa norma per evitare che ci siano restrizioni per chi apre un blog e per consentire a tutti gli utenti di poter parlare liberamente nella rete, preservando la libertà di espressione e la democrazia web. Invito tutte le forze politiche
a sostenere questa nostra iniziativa per non limitare la possibilità d’espressione in Rete.
Levi-Prodi
internet tax
legge editoria