Dopo tanti mesi di volontaria assenza dalla televisione, ho deciso questa volta di accettare l'invito di Antonello Piroso a partecipare al suo programma Niente di personale su LA7. Una utile occasione per spiegare molte cose del mio passato e - soprattutto - del mio presente e del mio futuro. Per chi non fosse riuscito a seguirlo, ecco le tre parti del video.
Per chi cura un blog, è sempre un piacere trovarsi citati sui media tradizionali. Soprattutto se l'organo di stampa in questione non è proprio in sintonia con lo spirito che ci anima e che - soprattutto - guida l'estensore dei post, in questo caso Alfonso Pecoraro Scanio. Il videopost di due giorni fa è stato preso come spunto da Il Giornale, addirittura per una piccola inchiesta. Si evince chiaramente quanto l'editore di riferimento - che sappiamo tutti essere lo stesso Premier - tema l'eventuale ritorno della politica dell'Unione.
Tra l'altro - spulciando alle pagine 10 e 11 - lo stesso quotidiano dichiara spudoratamente la sua linea filonucleare e assolutamente parziale. Ecco svelato l'arcano.
Forse è sfuggito ai più questo articolo del Corriere della Sera nel quale si spiega bene quello che abbiamo fatto per il dissesto idrogeologico durante il precedente Governo. Ed i tagli adesso operati da Berlusconi.
Il dossier Il dissesto del territorio e gli interventi
Frane, servono 35 miliardi. In cassa solo 300 milioni
MILANO - L' Italia continua a crollare. E ogni pezzetto che cade
porta con sé lutti e famiglie distrutte, danni per milioni, paesi
isolati, stati d' emergenza. «In Molise ci sono 4 mila case ad alto
rischio», dice la Protezione civile. «Il maltempo di questi giorni in
provincia di Salerno ha causato 18.690 punti di frana e danni per circa
400 milioni di euro» spiega l' assessorato all' Ambiente. «Da tempo,
dopo la tragedia di Soverato, in Calabria sono stati rilevati 8.000
movimenti franosi, di cui 6.000 ad alto rischio» attacca il Wwf. In
tutto, 5.596 degli 8.191 comuni italiani sono a rischio frana. La
Radicale Elisabetta Zamparutti, eletta nel Pd e membro della
Commissione ambiente alla Camera, tira le somme e in un' interrogazione
ai ministri dell' Ambiente, di Infrastrutture e Trasporti, e dello
Sviluppo economico, dice che «bisogna riconsiderare tutti gli
investimenti a tutela del territorio nel nostro Paese, a partire dalla
Calabria e dalla Sicilia. E va promossa una conferenza nazionale in
materia di governo del territorio». Il problema è che i soldi necessari
a combattere il dissesto idrogeologico non ci sono. O meglio, non ce ne
sono quasi più. Ce ne vorrebbero molti. Calcoli che risalgono a quando
il ministro dell' Ambiente era ancora Altero Matteoli avevano stabilito
che per risanare le ferite del territorio italiano occorrevano 44
miliardi di euro. Poi le stime erano state riviste lievemente al
ribasso e si parlava di 35 miliardi. C' è anche chi sostiene che
potrebbero bastare 20 miliardi, puntando sull' ingegneria naturalistica
invece che soltanto sul cemento, e approfittando dell' occasione per
lanciare in Italia quei «lavori verdi» di cui parla Obama dall' altra
parte dell' Oceano. Ma anche così, si parla di un sacco di soldi.
Soprattutto alla luce dei tagli provocati dalla crisi economica, che ha
colpito anche il ministero dell' Ambiente. «Il budget complessivo è
passato da 1 miliardo e 300 milioni a circa 500 milioni» denunciano gli
ambientalisti. Il precedente governo aveva stanziato quattrini
destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico. Per il triennio
2007-2009 l' allora ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio - a
prezzo di qualche lite con il responsabile di Economia e Finanze, Padoa
Schioppa, e arrivando a minacciare una crisi di governo nel settembre
2006 - era riuscito a mettere assieme 881 milioni di euro: 200 da
spendere nel 2007, e 265 per i due anni successivi; più altri 151
milioni spuntati grazie a un «blitz» sui soldi recuperati dal mancato
finanziamento del Ponte sullo stretto, che erano stati destinati a
Calabria e Sicilia. Insomma, a partire dal 2006, anche grazie a quei
milioni, in Italia sono stati aperti 644 cantieri destinati a opere di
riassetto e messa in sicurezza del territorio. Ora quei soldi stanno
per finire: per il 2009 restano meno di 300 milioni. Poi il rischio è
che il dissesto economico si mangi quello idrogeologico. Ma. Po.
Pubblico qui una mia intervista da Il Giornale di ieri:
Onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, si dice che dietro gli accordi ambientali sottoscritti dall’Italia ci sia il suo zampino. Pentito? Per favore, smettiamola con le favole e con la propaganda. Pacta servanda sunt: l’accordo di Kyoto è stato sottoscritto dall’Ulivo e ratificato dal governo Berlusconi II. Non ha nulla a che vedere con il piano 20-20-20, e l’attuale esecutivo sbaglia a fare confusione... Il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, sostiene che lei, da ambientalista fondamentalista, abbia accettato di tutto. Sì, sono fondamentalista come il presidente francese di centrodestra Sarkozy o il commissario europeo greco, leader del partito di centrodestra. Non le sembra un paradosso?.
Può darsi. Ma anche Franco Prodi, fratello di Romano, afferma che gli accordi sottoscritti sono troppo onerosi per l’italia. Non è vero. Berlusconi ci ripensi, perché il risparmio energetico è una grande opportunità per il nostro Paese, per le imprese più moderne, con gli standard qualitativi migliori; Danneggia forse il comparto meno attrezzato, le lobby che vogliono vivere di contributi statali.
Si spieghi. La penso come l’ex vicepresidente di Confindustria, Pasquale Pistorio, numero uno di StMicroelectronics: hanno investito in efficienza energetica, risparmio idrico e raccolta differenziata di rifiuti. In undici anni, al netto delle spese, hanno guadagnato 580 milioni di dollari.
Virtuosismi imprenditoriali possibili in California, magari. No, non soltanto nella California del repubblicano Schwarzenegger, dove il Pil è aumentato del 75 per cento senza alcun incremento di consumo energetico. Sarebbe possibile anche in Italia, dove abbiamo fatto passi da gigante in settori importanti. Prenda la vicenda del Cip-6, per esempio: quando abbiamo scoperto che con un trucchetto i fìnanziamenti per le fonti rinnovabili finivano ai petrolieri. Siamo riusciti a sottrarglieli...
Poi l’unione gliel’ha fatta pagare. Se è per questo, aver toccato certi interessi mi è costato un attacco politico furibondo, In qualche caso, un vero linciaggio da patte dei media e di settori della ex coalizione. Acqua passata, sono contento di averlo fatto.
Ora la ministro Prestigiacomo sta cercando di farsi valere, in campo europeo. Sbaglia? Non ho alcuna intenzione di fare polemiche con il mio successore. Il problema non è la Prestigiacomo, semmai una posizione che ci mette accanto a nazioni arretrate, come la Polonia, e sotto attacco dei Paesi più evoluti, come la Francia. Evidentemente il governo si è affidato a tecnici e consulenti che lo hanno portato fuori rotta. Dovrebbero ascoltare più gente come Pistorio e meno certi burocrati:green is black, l’ecologia porta in attivo i bilanci....
In che modo? Primo, perché l’Italia ha risorse naturali enormi e poco sfruttate, sia dal punto di vista del solare che geotermico. Investire nelle fonti rinnovabili del fotovoftaico e del termodinamico, come dice il premio Nobel Carlo Rubbia, e come ha fatto la Spagna, darebbe occupazione e guadagni sicuri.
Secondo motivo? Abbiamo grandi competenze nel settore dell’ecoefficienza degli edifici. Un terzo delle emissioni di anidride carbonica proviene dalle abitazioni: riqualificare l’enorme patrimonio edilizio italiano farebbe bene all’ambiente, ma soprattutto sarebbe un investimento lucroso.
Tutto qui? No, penso anche che la nostra industria migliore, quella degli elettrodomestici a ridotto consumo energetico, sarebbe in grado di imporsi in un Europa ambientalmente virtuosa. E così anche per il settore della mobilità, che incide per un altro terzo sulle emissioni di Co2. Il know-how della nostra industria automobilistica nel, settore delle basse cilindrate e degli autoveicoli elettrici ci porrebbe in primo piano. Altro che continuare a subire i prodotti cinesi, scadenti e inquinanti...
Vi segnalo questa mia lettera pubblicata sul Corriere della Sera di ieri, in risposta ad una intervista dell'attuale ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, pubblicata sabato scorso (che vi allego sotto).
Pecoraro Scanio: la difesa dell'ambiente Sono sbalordito dalle accuse del ministro Prestigiacomo, perché di fronte alla mia scelta di evitare osservazioni, che potrebbero essere quotidiane, sulla politica ambientale di questo governo, mi si accusa ( Corriere, 18 ottobre) non già di aver bloccato il nucleare, ma addirittura le energie rinnovabili in cui credo da sempre. Questo, naturalmente è falso, perché le rinnovabili sono state tra le priorità del mio ministero, che, attraverso diversi bandi, ha direttamente destinato circa 140 milioni per promuovere efficienza e rinnovabili. Grazie al nuovo Conto energia, non solo abbiamo dato la possibilità a tutti i cittadini di istallare i pannelli fotovoltaici ma abbiamo quadruplicato le installazioni: si è passati dai 20 megawatt del 2005 agli oltre 100 di oggi. Grazie al decreto sul Solare termodinamico, ora, le aziende che investono su questa tecnologia possono avere forti incentivi e in base agli accordi Puglia, Sardegna, Lazio e Calabria era programmata la costruzione di ben 4 centrali. Nel biennio del governo Prodi, i Verdi sono riusciti a far approvare misure per le rinnovabili e l'efficienza energetica per oltre un miliardo di euro. È grazie al nostro lavoro se oggi i cittadini italiani possono avere delle detrazioni del 55% sulle eco-ristrutturazioni. Per quanto riguarda i rigassificatori, poi, è il momento di smetterla con le falsità. La Commissione Via da me nominata ha prima sbloccato quello di Porto Viro, mitigandone l'impatto e successivamente autorizzato (l'11 aprile scorso), con prescrizioni e correzioni, quelli di Porto Empedocle e Gioia Tauro. Il ministro Prestigiacomo, che ha permesso che al ministero dell'Ambiente venissero tagliate risorse per 800 milioni euro in tre anni, invece di perdersi in polemiche, dovrebbe riflettere con molta attenzione sulla bacchettata arrivata dall'Europa. Alfonso Pecoraro Scanio ex ministro dell'Ambiente
L'intervista della ministro Stefania Prestigiacomo:
Il ministro «Siamo in ritardo sui rigassificatori e le fonti rinnovabili, ma la colpa è di Pecoraro e di Prodi» La Prestigiacomo: bufera insensata, sono dati di Bruxelles
Stefania Prestigiacomo ma che succede? Lei è il ministro dell'Ambiente: ce la spiega questa bufera europea sul «pacchetto-clima»? «Difficile spiegarla: è incomprensibile». In che senso? «Stavros Dimas, il commissario dell'Ambiente dell'Unione europea, ha attaccato l'Italia dicendo che le stime fornite dal nostro governo sui costi del "pacchetto clima" sono sproporzionate. Sono esagerate. Ma è assurdo». Perché? «Perché quelle stime sono tratte da uno studio dell'Unione europea, mica ce le siamo inventate noi». Non è possibile... «Ma è così». Eppure in quello studio ci sono varie ipotesi di costi per il raggiungimento degli obiettivi del cosiddetto «pacchetto clima »: secondo il commissario Dimas quelle fornite dall'Italia sono le cifre relative alle ipotesi più pessimistiche... «Sono le più realiste ». Dimas dice che dovremmo puntare sulle innovazioni, che così costerebbe tutto meno... «Ovvio. Ma per innovare ci vuole tempo. E noi dobbiamo essere realisti. Quanto ci vuole per costruire una centrale nucleare? Per sviluppare l'eolico, il fotovoltaico...». Quanto ci vuole? «Non ce la facciamo ad arrivare in tempo per il pacchetto clima». Siamo indietro? «Indietro? Vogliamo sapere quanti progetti di fonti rinnovabili ha tenuto bloccati il mio predecessore, Pecoraro Scanio?». Vogliamo sapere... «Ho trovato ben 160 pratiche bloccate». Le ha sbloccate tutte? «Sì. Ma...». Ma? « Nel conto dobbiamo metterci anche i rigassificatori: quelli per due anni e mezzo sono stati bloccati dal governo Prodi». Però il commissario Stavros Dimas oggi l'Italia l'ha bacchettata anche sugli impegni relativi al protocollo di Kyoto... «E ha ragione. Stiamo andando malissimo su Kyoto. Abbiamo un trend di crescita delle emissioni del 13% invece di una diminuzione del 6,5%. Ma anche qui...». Anche qui? «Ha senso che ci si faccia carico noi dell'inquinamento del mondo, quando a sfilarsi da Kyoto sono stati Paesi come gli Stati Uniti, l'India, la Cina?». Quindi, che fare? «Bisognerebbe trovare un sistema per distribuire impegni equi e non questa assurda iniquità mondiale». E in Europa? «Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche. Sul serio. Non fare le corse ad approvare pacchetti pur di arrivare belli belli al traguardo ». Di cosa sta parlando? «Del commissario Dimas». Che vuole arrivare a quale traguardo? «Alla conferenza di Copenaghen del dicembre del prossimo anno. E' lì che vuol fare vedere che l'Unione europea è la prima della classe». E non va bene? «Va benissimo. Ma bisogna essere tutti d'accordo, non si arriva ai risultati alzando la voce. Tutti abbiamo a cuore l'ambiente. E' il bene collettivo più prezioso che abbiamo ». Come ha detto oggi il presidente della Repubblica... «E come dice tutto il nostro governo, io in prima linea. Per questo abbiamo a che ridire con il pacchetto clima: tra le altre, prevede che i permessi per le emissioni che oltrepassano la soglia di CO2 consentita diventino a pagamento. Una follia». Lunedì prossimo a Bruxelles lo incontrerà il commissario Dimas: che succederà? «Non ho dubbi: ci rimboccheremo le maniche per metterci a lavorare e trovare insieme una soluzione». Alessandra Arachi
Per chi non avesse seguito la questione, ecco qui sotto la lettera di Grazia, pubblicata sul Corriere della sera:
Egregio Direttore,
E’ necessario fare alcune precisazioni rispetto a quanto affermato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola nell’intervista al Corriere della Sera di sabato 20 settembre
Il ministro Scajola sembra dare i numeri quando afferma che il precedente governo ha lasciato 322 centrali idroelettriche ed eoliche in attesa della Via. Infatti, la sua collega, il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, in un’intervista a “Il Giornale” del 1 agosto, ha dichiarato di aver trovato complessivamente ‘159 pratiche pendenti’ presso la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (Via). E’ utile sapere che all’atto dell’insediamento del ministro Pecoraro Scanio queste erano ben 179, e che solo nell’ultima fase del governo Prodi, ne sono state depositate 112. Quella stessa Commissione, prima di essere liquidata, ha lasciato in eredità ben 71 pareri che attendevano semplicemente l’atto di firma del ministro.
E’ bene ricordare, inoltre, che quella stessa Commissione Via ha approvato prima delle elezioni del 2008 ben 4 rigassificatori, tra cui proprio quello di Porto Viro a Rovigo, ovviamente mitigandone gli impatti ambientali e nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee.
Per quanto riguarda il nucleare noi Verdi continuiamo ad essere convinti che si tratti di una grande truffa nei confronti dei cittadini. Basti pensare che per gli obiettivi di Scajola servirebbero dalle 10 alle 12 al costo unitario di 4-6 miliardi di euro. I miei più cordiali saluti,
Abbiamo approfittato di questa estate calda e afosa, per preparare alcune pagine speciali su tutto ciò che è stato realizzato per l'ambiente nel bienno che ha visto partecipare Alfonso Pecoraro Scanio come ministro nel Governo del centrosinistra. Questo innanzitutto perchè riteniamo che è quello che un uomo politico dovrebbe sempre fare: dare conto del suo lavoro ai cittadini.
Poi perchè ci sembra arrivato il momento di fare chiarezza con tutti voi sulla serie di menzogne che gli sono piovute in questi mesi. Casualmente, proprio mentre ci accingevamo a concludere il nostro lavoro, ecco arrivare l'ultimo venticello di calunnia:
Il Giornale, in un articolo di ieri, infatti parla della mancanza di controllo sulla raccolta differenziata nelle stazioni, commettendo due errori. Ne parla come se la responsabilità oggi - che il ministro dell'Ambiente è un'altra persona - fosse ancora di Pecoraro Scanio e cita, a testimonianza,un pezzo di post di questo blog, senza dire però che le affermazioni riportate erano riferite ad un altro argomento. Nello specifico, l'allora ministro per l'Ambiente sosteneva che era necessario dirottare i fondi per le inutili opere faroniche (come il ponte sullo stretto di Messina) "a favore delle linee regionali, più vicine alle esigenze dei cittadini, soprattutto coloro che sono costretti a fare i pendolari" e non certo per la raccolta differenziata nelle stazioni.
Ora è perlomeno strano che un giornalista - che dovrebbe dare le notizie documentandosi - commetta errori così pacchiani. Sembra proprio che si voglia usare la calunnia come strategia per distruggere la reputazione di una persona. Le ragioni forse le potremmo trovare proprio nelle pagine sui "Due anni per l'ambiente" che abbiamo preparato. Dentro troverete tante iniziative e tanti soldi investiti per l'Ambiente nel biennio 2006-2008. E le risorse per l'Ambiente non dovrebbero smettere mai di crescere. Perchè ogni euro speso è un pezzetto di futuro restituito ai nostri figli.
Ecco alcune parti della videochat tenuta al Corriere.it ieri.
Cominciamo subito con Antonio da Roma: “sono un simpatizzante dei verdi, ma le vicende sulla spazzatura di Napoli mi hanno molto amareggiato. Come ministro dell’Ambiente, non poteva fare di più per aiutare Napoli?” Purtroppo no, perché il settore dei rifiuti è di competenza delle regioni, e nel caso di Napoli era invece commissariato, e io appena diventato ministro, nel maggio del 2006, ho subito costituito una commissione ad hoc, presieduta da un ex generale dei carabinieri, gen. Iucci, per incentivare l’uscita dal commissariamento e la raccolta differenziata. In un unico caso sono stato chiamato direttamente dal governo ad intervenire: per il caso famoso di Serre, dove si doveva fare una discarica, contrastata fortemente dalla popolazione locale. Noi abbiamo aiutato e supportato la Provincia di Salerno, e quella è l’unica discarica costruita con il consenso della popolazione, l’unica ancora funzionante in Campania. Per il resto, è evidente che avrei voluto fare molto di più, ma devo anche dire che se ci avessero ascoltato quando, come Verdi, non appoggiammo il mega-appalto sui rifiuti campani, avvisando che era sbagliato e avrebbe portato a un disastro, sicuramente non saremmo capitati in questa situazione.
Restiamo sull’argomento con Francesco da Firenze: “Lei ha detto di no, insieme a molti altri, al termovalorizzatore di Acerra, e ora la Campania è sommersa dai rifiuti. Si è pentito? Io sono allibito di fronte ad un governo che impedisce un progetto di fondamentali importanza senza indicare alcuna alternativa” Io sono invece allibito di fronte alle tante mistificazioni che si sono fatte di questa vicenda: noi come Verdi - e io come ministro - siamo stati aggrediti su notizie false, perché in realtà l’inceneritore di Acerra è stato bloccato dalla magistratura. Era infatti progettato male. Noi abbiamo sempre detto che quell’impianto non andava bene, era vecchio e sbagliato. E io credo che la salute dei cittadini vada tenuta sempre in grande considerazione. La situazione in Campania non deriva dalla mancanza dell’inceneritore di Acerra, ma dal fallimento dell’appalto.
Marco, da Bolzano: “gentile ministro, potrebbe elencare le cose realmente fatte da lei durante il governo Prodi? Potrebbe spiegare perché in Italia abbiamo iter di approvazione delle leggi così lunghi rispetto agli altri paesi?” Beh, solo per elencare, semplicemente, alcune delle cose più importanti, posso ricordare l’apertura di circa 700 cantieri contro le frane e le alluvioni, opere pubbliche che poiché non servono a due o tre grandi colossi economici vengono sottovalutate; abbiamo sbloccato i fondi per le energie rinnovabili e per il solare, riportando il professor RUbbia a lavorare in Italia; il nostro Paese vive ora il suo più grande boom per quanto riguarda il fotovoltaico; ho lavorato, creando problemi ad alcuni grandi colossi, per abolire il Cip6, una grande truffa che dal 1992 portava i contributi per le energie rinnovabili pagati dai cittadini tramite le bollette della luce a petrolieri e inceneritori. Nel 2006 sono stati quasi 4 miliardi di euro distolti dal loro obiettivo. Abbiamo aiutato e sostenuto la società che gestisce la rete di elettrodotti, che ha potuto investire 1 miliardo di euro, liberando energia che prima andava sprecata, e recuperando al Paese l’equivalente di quattro piccole centrali nucleari. Ma questa, poiché va contro alcuni poteri più o meno occulti, è una cosa di cui non si parla. Sui parchi nazionali, in 20 mesi sono riuscito a far togliere all’Italia 30 infrazioni europee in materia, su 80, ereditate dagli anni precedenti.
Andrea da Milano: “Chiedo chiarimenti da lei sulla questione che la vede indagato anche per aver soggiornato nella mia città in un albergo a 7 stelle, mi sembra strano che accada a pochi giorni dalle elezioni. Ma non le sembra molto simile a quanto accadde a Berlusconi qualche anno fa?”. E aggiunge Francesca da Trento, “come si comporterà dopo le elezioni, se dovesse risultare eletto, riguardo alle accuse a suo carico? Rinuncerebbe alla carica di parlamentare?” Io purtroppo non posso entrare nel dettaglio della questione perché non sono ancora informato delle accuse: ci sono state delle fughe di notizie sui media, a proposito delle quali la magistratura di Roma ha aperto un’inchiesta. Per quanto mi riguarda, ribadisco che rinuncerò all’immunità parlamentare, sono tranquillo perché non ho mai favorito nessuna società, né dando appalti né altro: addirittura la società di cui si parla ha perso un appalto, che aveva durante il precedente governo, proprio durante i mesi in cui sono stato ministro!
Passiamo a parlare di elezioni, l’argomento più imminente: Emanuele, da New Heaven, chiede: “I verdi non dovrebbero essere un partito non schierato, solo con l’ambiente? Invece si identificano con la sinistra estrema: perché?” I verdi hanno al centro della loro azione l’ambiente e la qualità della vita. In Italia sono nati al di fuori della logica destra-sinistra, pensando al futuro e a migliorare le cose. A queste elezioni ci presentiamo non con la sinistra estrema, rappresentata da altri partiti: la Sinistra Arcobaleno è oggi l’unica lista che pone al centro del proprio programma l’ambiente. I verdi, come scelta di contenuti, stanno in una lista che è rappresentata dall’arcobaleno, simbolo della grande battaglia per la pace in Italia, dei diritti civili e del gay pride. La nostra lista è l’unica veramente di sinistra, ambientalista a pacifista, e i verdi non potevano che essere in quella lsita.
Guardando al dopo-elezioni, Luca da Madrid chiede se “nel caso di vittoria di Veltroni, cercherete un’alleanza con il Pd per alcune riforme?” Noi pensiamo che le alleanze su alcune cose specifiche sono necessarie, ma deve cambiare strategia il Partito Democratico, muovendosi a favore del solare e contro il precariato, ad esempio, in modo serio. Purtroppo Veltroni non può, avendo rotto l’alleanza con la Sinistra Arcobaleno, vincere alla Camera: più voti avremo come SA, a quel punto, più sarà difficile l’inciucio “veltrusconi”, che noi temiamo e consideriamo un gravissimo errore.
Parlando nello specifico di nucleare, Umberto da Roma chiede se “siamo sicuri che la scelta anti-nuclearista sia ancora valida per l’Italia?” La scelta del referendum del 1987 ha risparmiato al nostro Paese investimenti ingenti, che sarebbero pesati, e il gravissimo problema delle scorie nucleari. Io la penso esattamente con il premio Nobel Rubbia, che si è occupato diffusamente di nucleare: il nucleare non ha risolto 3 problemi, che si chiamano Chernobyl, Hiroshima e “scorie”. Ovvero, non esiste una centrale nucleare totalmente sicura, il rischio, per quanto piccolo, rimane, ed espone a pericoli gravissimi. Inoltre, qualunque centrale nucleare consente di realizzare bombe atomiche. È un pericolo enorme per il terrorismo, e ha portato all’attuale situazione di tensione per l’Iran. Terzo, il nucleare non ha risolto il problema delle scorie, che nessun sistema al mondo è oggi in grado di smaltire con sicurezza, efficacia e per sempre. Questa tecnologia ha poi, ancora oggi, dei costi spaventosi, è indubbiamente l’energia più costosa del mondo. Una possibilità, su cui investire in ricerca per il futuro, è il nucleare non radioattivo, purtroppo ancora non sufficientemente studiato.
Emiliano da Roma: “Lei è ancora ossessionato da Berlusconi?” Berlusconi non è un’ossessione, ma un problema, che si chiama conflitto d’interessi: la Sinistra Arcobaleno è l’unico schieramento politico che ne parla ancora, mentre tutte le altre forze partitiche l’hanno abbandonato, in particolare, e questo è grave, il partito di Veltroni.
Per Romeo, dovremmo “tassare di più i S.U.V., dato che in città non servono e occupano più spazio di una 500 o di una Smart”. Beh, questa vicenda ci ha visti protagonisti con una proposta in tal senso, ma fummo immediatamente redarguiti dagli esponenti del futuro Pd. Ora come SA avremo la possibilità di portare avanti con più forza questo importante punto.
Marcello da Livorno: “la Sinistra Arcobaleno sarà la casa comune in cui i verdi si impegneranno anche dopo le elezioni?” La SA viene da un lavoro comune che abbiamo iniziato nel 2001, con battaglie che ci hanno già visto insieme. I verdi vogliono continuare su questa strada e sono sicuro che questo sarà il futuro.
Francesca da Perugia: “Non è che gli attacchi degli ultimi mesi sono legati ai suoi attacchi contro grandi opere inutili o il Cip6?” È sicuramente stato un tentativo di impedirci di dire cose sgradite, ma stiamo resistendo perché stiamo dalla parte della luce del sole contro chi sostiene il nero del petrolio e del carbone.
“Non dovreste comunicare meglio che non avete fatto cadere voi l’ultimo governo Prodi?” Beh, intanto noi non abbiamo mezzi d’informazione, e difenderci da questi attacchi è sempre più difficile, anche se grazie a internet questo gap è sicuramente ridotto. Poi è bene ricordare che a far cadere il governo qualche settimana fa sono stati i moderati, da Mastella a Dini, e che, mentre noi abbiamo impiegato settimane per organizzare la campagna elettorale, il Pd il giorno dopo la caduta del governo è uscito con i suoi camper e la sua organizzazione, preparato da tempo alla caduta di Prodi.
Fabio da Foligno: “Cosa ne pensa del movimento di Beppe Grillo?” Io ho grande stima per le iniziative di Grillo, per esempio la grande battaglia sul Cip6, portata da Beppe Grillo in tutta Italia i temi dell’energia solare, delle macchine a idrogeno; lui porta avanti una grande azione ambientale in questo Paese, facendo capire agli italiani che un’altra economia, ecologista, è possibile.
Scioccato ed allibito dalle accuse, ma rinuncio all'immunità
In tutta la mia vita, in oltre 20 anni di attività politica ed anche di governo, non ho mai avuto problemi con la giustizia. Per questo sono scioccato ed allibito - da un punto di vista umano e politico - ad apprendere solo dai giornali e non da comunicazioni ufficiali, di accuse pesantissime ed infamanti nei miei confronti. Da quello che leggo sui giornali si tratterebbe di una indagine che risalirebbe addirittura al 2005, ben prima quindi del mio arrivo al Ministero dell'Ambiente. Devo prendere atto con stupore che questa indagine - dopo tanti anni - è divenuta di dominio pubblico ad una settimana dal voto, creando un danno gravissimo non solo alla mia persona, ma anche alla mia forza politica durante la campagna elettorale. Di fronte a tutto questo io chiedo una cosa semplice: di conoscere gli addebiti precisi che mi riguarderebbero. E chiedo alla magistratura che faccia emergere con chiarezza la verità in pochi giorni. Ho sempre avuto la massima fiducia nella magistratura ed oggi non cambio certamente idea anche di fronte ad una situazione assurda e di fronte alla quale resto allibito. So di avere operato sempre con rigore e con il massimo rispetto della legge e favorirò ogni accertamento della verità e per allontanare ogni più piccolo sospetto su di me. Per questo annuncio fin da ora che rinuncierò all'immunità parlamentare perchè non voglio che restino nemmeno ombre sul mio operato. [...]
Cari amici del blog, ad alcune vostre sollecitazioni mi sembra doveroso e utile dare una risposta “dal vivo”: a Yuri, vorrei rispondere che, come giustamente sottolinea lui stesso, non è il gesto di candidare un operaio, o un’operaia, che risolve la grave situazione del lavoro dipendente, tra sicurezza sul lavoro e precariato: come noto, uno dei punti centrali della Sinistra Arcobaleno è il diritto all’assunzione a tempo indeterminato dopo 3 anni di precariato, seguendo il percorso tracciato dall’Europa. Ad Ascenzo, che ringrazio, va tutta la mia approvazione per l’evocativa immagine di una Sinistra che debba portare i colori dell’Arcobaleno: è proprio con l’obiettivo di essere i portatori di valori quali pace, diritti civili e ambientalismo che ci siamo battuti perché questo diventasse il nostro simbolo, l’evocazione del nuovo che avanza, la quiete politica dopo la tempesta degli anni passati. A Paolo, che mi suggerisce di dare un’occhiata al blog di Jacopo Fo, che io conosco molto bene per le collaborazioni che abbiamo avuto nel corso degli anni su alcune nostre battaglie, e alle sue “100 leggi”, voglio ricordare che il nostro obiettivo è di diminuire il numero delle leggi, sforzandoci nell’elaborare grandi leggi quadro sui trasporti, sugli ecoincentivi, o ancora per ridurre i prezzi (per fare un esempio, la legge che nel 2001, da ministro dell’Agricoltura, feci approvare per la filiera corta, garantisce oggi ai contadini la possibilità del contatto diretto con i cittadini, diminuendo gli intermediari e gli spostamenti e garantendo freschezza e qualità). Ultima risposta per Florence, che chiede se in questa campagna elettorale oltre a Bertinotti (che secondo me sta costruendo un ottimo percorso) non servano altre “immagini”: mi trovi perfettamente d’accordo, ed è per questo che noi abbiamo portato avanti con forza figure rappresentative come Grazia Francescano per i temi ambientali, Rita Borsellino per quelli della legalità. Io credo che ci siano tante persone della Sinistra Arcobaleno che dovranno essere i volti di questa campagna elettorale. Abbiamo appena superato una fase difficile, perché questa legge pessima impone liste bloccate ai cittadini e blocca il diritto di scelta. Dovremo ora impegnarci perché questa sinistra abbia veramente un ruolo importante nell’Italia dei prossimi anni, una sinistra ambientalista, progressista, laica, democratica e veramente arcobaleno. Io credo che questo lo dobbiamo agli italiani e a noi stessi.
Caro Beppe, la tua continua ad essere una testa libera, senza padroni e senza gruppi di potere alle spalle. Ed il tuo blog è il più efficace strumento di informazione indipendente. Non temere: non ci faremo intimidire da affaristi e camorristi. Le nostre battaglie per l'ambiente, la salute e l'energia pulita continueranno senza sosta, perchè sono rivolte ai cittadini e per i cittadini. Anche oggi che siamo concretamente impegnati per ripulire Napoli dai rifiuti ma soprattutto - dopo anni di ritardi - per partire con la raccolta differenziata che da tempo ci viene osteggiata. Andiamo avanti per sconfiggere l'illegalità e le strumentalizzazioni.
Ancora una volta un post dal treno. Sono di ritorno da Firenze dove abbiamo avviato una serie di iniziative sull'innovazione ambientale. Ribadisco che, quando possibile, preferisco usare il treno. Mi pare la migliore risposta alle notizie circolate su alcuni giornali che - riferendosi a me - parlano di uso improprio degli elicotteri della Finanza. Con tutta franchezza vi dico che io li ho utilizzati solo per motivi istituzionali ed in luoghi strettamente necessari. Ad esempio quando ho dovuto effettuare sopralluoghi sui parchi nazionali ed in zone di dissesto idrogeologico (come ad Ischia) ed è ovvio che in questi casi io utilizzi gli strumenti dello Stato italiano che mi vengono messi a disposizione. Ma sfido tutti i politici di questo Paese a fare come me, e cioè a non aver mai portato parenti, nè famigliari, nè usato mai mezzi dello Stato per spostamenti privati. Questo lo dico perchè penso sia un elemento utile di trasparenza.
Oggi a Firenze ho visitato alcune nuove costruzioni ecologiche, a basso impatto ambientale, che consumano molta meno energia delle tradizionali; a dimostrazione che esiste già una economia verde che funziona. Ed è quella che il Segretario dell'ONU Ban Ki-moon chiama Rivoluzione Verde - riferendosi alla green economy,. Questo è il futuro, ma molti in Italia si ostinano a non vederlo. Oggi invece è ormai una realtà concreta, con possibilità che l'occupazione, le imprese ed i lavoratori possano essere sempre più verdi, legati all'ecologia, con modelli di sviluppo compatibili con l'ambiente. Su questo dovremo continuare a lavorare, così come sulla Finanziaria; a questo proposito vi rilancio il blog di SOS Pendolari - legato al mio blog ed al sito dei Verdi - perchè ancora una volta come Verdi - in Parlamento - abbiamo ribadito con molta chiarezza come non ci possa essere rottamazione auto se non si interviene prioritariamente sul rilancio del trasporto ferroviario. Perchè, secondo noi, si deve fare ancora di più
Vorrei rispondere ad alcuni amici del blog che mi scrivono. Innanzitutto a Barbara che mi chiede sul famoso Cip6. E' noto che io abbia fatto approvare in Consiglio dei Ministri, dal Governo la abolizione del Cip6 anche per gli impianti non ancora terminati, perchè questo è un tema che l'anno scorso a creato tanti problemi; Ora abbiamo inserito in finanziaria l'abolizione del Cip6 e quindi la possibilità per il Ministero per lo Sviluppo Economico di considerare solo situazioni eccezionali e di spostare tutte le risorse sul solare. La mia promessa è mantenuta per ciò che riguarda il ministro dell'Ambiente, per quello che il Governo può votare e quello che i Verdi faranno in Parlamento. Poi io spero che tutti gli amici che navigano in Rete ci aiutino a premere su tutti i parlamentari, perchè in una democrazia è il Parlamento che deve votare i provvedimenti. I cittadini possono fare una cosa: la prossima volta che dovranno scegliere, votare i Verdi così potremmo otteniamo seggi a sufficenza per fare diventare leggi le proposte che riusciamo a portare avanti con grande determinazione. Comunque i soldi l'abbiamo cominciati a spostare sul solare e non è un caso che io sia oggetto di molti attacchi provenienti dalle lobby contrarie all'energia solare. C'è una richiesta di chiarimentodi Henry, sull'amianto. Io condivido le sue preoccupazioni, nella battaglia contro l'amianto si sta cercando di procedere con molta determinazione. Proprio il conto energia prevede, per esempio, che chi sostituisce le coperture in amianto con i pannelli solari goda del massimo incentivo nella produzione di energia fotovoltaica. Questa è una battaglia che stiamo seguendo da anni, proprio nei giorni scorsi sono stato in Piemonte dove stiamo portando avanti una iniziativa di bonifica vicino al comune di Ciriè, in una grande miniera di amianto che è stata recuperata, trasformandola in una area dove addirittura sorgeranno degli impianti di produzione di energia dal solare. Un appunto rapido a Tullio che inizia il suo commento con "disonorevole..." e una serie di offese. Così come io non offendo nessuno, tantomeno nel blog ed in Rete, così spero che sia per voi. Chi vuole usare questo linguaggio e queste modalità lo faccia altrove. In un Paese dove già ci sono troppi insulti e troppe polemiche inutili, io voglio parlare di cose concrete e di essere eventualmente giudicato per le cose fatte e non con contumelie che sono, quelle sì, disonorevoli e scadenti. Rispondo invece ad Emiliano che mi chiede se posseggo un motoscafo e perchè non ho scelto invece una barca a vela. In realtà io non ho mai avuto un motoscafo, ma nemmeno la barca a vela. L'unico mezzo per il mare che posseggo è una canoa a due posti, che mi regalò mio padre - ormai più di 20 anni fa - e ogni tanto quando posso vado a pagaiare: è un mezzo ad energia umana che fa bene anche alla salute.
Sui consulenti esterni. A quanto affermato in precedenza aggiungo solo che questa vicenda e´ venuta fuori in maniera cosi´ forte nei nostri confronti perche´, fin dal mio insediamento come ministro, ho chiesto ai miei funzionari regole chiare di trasparenza. Cosi´ sul sito del ministerosi puo´ trovare l´elenco aggiornato di consulenti e collaboratori. Spero che le medesime regole siano state rispettate dagli altri. Non vorrei essermi trovato in questa situazione solo per essere stato il piu´ trasparente...
La seconda questione. Io credo che, come dite voi, "la più grande operazione a tutela dell'ambiente contro i più grandi inquinatori del pianeta" la stiamo facendo occupandoci della questione fondamentale: i cambiamenti climatici. E´ di questo che c´e´ bisogno ed e´ di questo che mi sto preoccupando. Tra l'altro il Nobel ad Al Gore ed all'IPCC, non fanno che confermare questa mia visione. Ma se analizziamo da che parte stiano arrivando gli attacchi piu´ forti, ci rendiamo conto che vengono da un unica direzione. Che la questione stia solleticando gli interessi di alcune lobby, molto potenti in Italia, e´ lapalissiano. Ma loro sono il passato, con la difesa delle loro tecnologie obsolete (carbone e nucleare). Io invece sono convinto che una visione del futuro non possa prescindere dal mettere al centro le tecnologie rinnovabili, in particolar modo il solare. Noi siamo i solari, loro i nucleari. E' una questione di scelte.
Le cose da dire sarebbero molte e la risposta alle vostre "due righe" presupporrebbe un romanzo. Vi faccio quindi una proposta: organizziamo una diretta web in collaborazione, tra il mio blog ed il vostro visitatissimo portale. Io saro´ ben lieto di rispondere in diretta a tutte le domande che voi ed i vistatori dei due siti vorranno farmi.
Come è logico che sia, l'articolo di "La Repubblica", sul numero di consulenti appannaggio del Ministero dell'Ambiente ha suscitato polemiche e dibattito, anche su questo blog. In realtà mi sembra di essere piombato in una recita di Jonesco, infatti è quasi surreale passare per uno "sprecone" quando in realtà io sono quello che ha realizzato un taglio record di compensi e/o del numero dei componenti di commissioni e comitati ministeriali. Il taglio ha consentito un risparmio di quasi 6 milioni di euro nel 2007 rispetto alle spese sostenute nel 2005. Il dato e' pubblico e riscontrabile sul sito del ministero dell'Attuazione del Programma. Invece sul sito del ministero dell'Ambiente potrete vedere che i consulenti retribuiti dal mio ministero sono 5 piu' altri 5 a titolo gratuito. L'incredibile numero di 344 pubblicato oggi con la massima evidenza dal quotidiano si riferisce in realtà alla sommatoria di esperti che lavorano con contratto a tempo determinato, spesso da molti anni, nelle direzioni generali del ministero o membri facenti parte di comitati espressamente previsti dalle leggi e certamente non istituiti da me. In entrambi i casi nulla hanno evidentemente a che vedere con il Gabinetto o con gli uffici di mia diretta collaborazione. Fanno parte di strutture, direzioni e comitati, che garantiscono l'ordinario e tradizionale funzionamento del ministero stesso. Come correttamente riporta l'articolo, il dicastero soffre sin dalla sua istituzione nel 1986 del problema del precariato, non essendo mai stato effettuato un concorso per l'assunzione di personale di ruolo nel ministero anche a causa del blocco ultradecennale delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione. Come e' noto, quindi, tutto il personale di ruolo oggi in servizio al ministero dell'ambiente proviene da altre amministrazioni pubbliche. Per questo ho da diverso tempo sollevato pubblicamente il problema, da ultimo anche nel Consiglio dei ministri dedicato alla Legge Finanziaria, e dopo aver realizzando il primo censimento dei precari impiegati nel ministero ho sollecitato il governo ad indire concorsi pubblici finalizzati alla stabilizzazione dei precari.
L'ultimo numero in edicola di Panorama porta avanti in maniera sistematica una vera e propria campagna contro i Verdi e contro l'ambiente. Addirittura con toni allarmistici si pubblicano una serie di notizie manipolate in modo da far risultare un dato assolutamente fittizzio e falso: che io - tramite il Ministero dell'ambiente - bloccherei gli investimenti; questo è falso prima di essere una cosa assurda, perchè presuppone che il ministro possa influenzare le commissioni tecniche indipendenti che danno i pareri sulle grandi opere. Ma, in realtà, le accuse che sottendono il pezzo sono le solite, quelle di tutelare la difesa dell'ambiente nel nostro Paese, di dire con certezza che le centrali a carbone non sono il futuro ma sono il passato, di fare in modo che le leggi dello Stato che prevedono - come impone la Unione Europea - che sulle opere vi sia una Valutazione di Impatto ambientale vengano rispettate. L'accusa finale quindi è paradossale: far rispettare le leggi dello Stato. Ma - per capire la verità - basta sfogliare lo stesso giornale, dove a pag. 155 si da spazio alla nostra iniziativa - quella che il ministero dell'Ambiente sostiene e che anche i Verdi sostengono con l'Assessorato Regionale all'Ambiente del Lazio - i pannelli solari ai frutti di bosco, cioè i nuovi pannelli solari realizzati con sostanza organica. Questo è il futuro. Ma la cosa veramente paradossale è che - sempre nello stesso numero di Panorama - accanto agli attacchi ci sia l'iniziativa dello stesso editore, che io sostengo come Ministero dell'Ambiente, di mitigare l'impatto di emissioni di CO2 causate dalla stampa del giornale, piantando un numero equivalente di alberi. Quello del giornale della Mondadori è certamente un attacco sconnesso e di stampo oscurantista, ma che non va preso sottogamba. Infatti ho deciso di chiedere un risarcimento. Ma ho anche deciso di devolvere la cifra ottenuta proprio nella medesima iniziativa: piantare alberi per ridurre le emissioni di CO2. E' necessario reagire a questo assalto, anche perchè è ben orchestrato per favorire la causa del nucleare. Lo dimostra il fatto che oggi - un altro giornale sempre legato all'area del centrodestra - in suo allegato rilancia il nucleare, con dei dati che dimostrerebbero che gran parte degli italiani sarebbero favorevoli al nucleare. Bene è necessario reagire in tutte le maniere. E noi lo faremo, organizzando per il 10 di novembre - ventesimo anniversario del referendum che sconfisse il nucleare in Italia - una grande manifestazione antinucleare a Roma per ricordare a tutti gli italiani che nel nostro Paese ancora abbiamo scorie nucleari. Noi continueremo a lavorare in maniera seria, sapendo che - con le tematiche ambientali - stiamo incentivando l'occupazione: l'unico settore in cui è cresciuta l'occupazione nell'ultimo anno sono le iniziative sul solare, quelle sulle modernizzazioni delle nostre case con i doppi vetri e la efficenza energetica; insomma tutte le iniziative di innovazione che stiamo proponendo.
Due risposte al caro Beppe Grillo. La prima operativa: proprio stamane i Carabinieri del NOE hanno sequestrato le cave di pomice nella zona di Lipari. Questo perché sono mesi che – come ministro dell’Ambiente – sto insistendo perché la zona delle Eolie, patrimonio dell’Unesco, sia tutelata concretamente. Ovviamente utilizzando le mie competenze – che non sono quelle della Regione Sicilia che ne ha in materia urbanistica – ma spero che, anche con il contributo degli Amici di Grillo, si riesca a creare un grande Parco Nazionale, così potrei avere finalmente la possibilità per intervenire anche su altre materie. Intanto l’azione di tutela del patrimonio UNESCO la continuiamo a fare. Potete stare tranquilli: se c’è un ministro che si guadagna alla grande lo stipendio, questo sono io.
Un’altra semplice puntualizzazione. Ho letto sul blog la disponibilità di Beppe a fare da testimonial per alcuni spot in cui si invitano a bere le acque di rubinetto; quindi l’ho chiamato e gli ho chiesto la disponibilità e lui mi ha risposto che lo farebbe solamente se riuscissimo a mandare in onda tanti spot quanti quelli delle aziende che producono acqua in bottiglia. Io come ministro dell’Ambiente posso solamente accedere alla possibilità di poter utilizzare alcuni spazi della RAI: se Beppe ci vorrà dare una mano, io sono a disposizione.
Vorrei rispondere a due dei tanti amici che mi scrivono sul blog.
Uno è Giuseppe - che mi scrive da Taranto - e mi chiede della vicenda dell'Ilva. L'Ilva è una acciaieria, nel grande complesso siderurgico che si trova a Taranto - uno dei più grandi che esista - e le condizioni ambientali sono davvero incredibili. Per questo io ho chiesto una verifica da parte del NOE (il Nucleo Operativo Ecologico dei Carbinieri) e c'è un'attenzione costante da parte del Ministero dell'Ambiente, da quando io ho chiesto che su questa situazione ci sia una vigilanza. Proprio pochi giorni dopo che ho ricevuto questa sollecitazione sul blog è capitato l'ennesimo grave incidentesul lavoro che conferma il fatto che i temi dell'ambiente, della sicurezza sul lavoro, della solidarietà siano fortemente connessi. Ed è l'appello che io ho rivolto anche ai sindacati: io vorrei un patto forte tra i temi dell'ambiente e del lavoro, senza più vedere - come è capitato ultimamente - una manifestazione che ha visto insieme responsabili dell'Enel e lavoratori, sotto al Ministero dell'Ambiente, per chiedere il carbone. [...] Sull'Ilva noi insisteremo con grande determinazione, ma è ovvio che molte delle azioni competono alla Regione Puglia. Ma noi ci rendiamo disponibili a lavorare per far sì che - senza perdere posti di lavoro - si riduca drasticamente il numero enorme di emissioni, che sono molto al di sopra di quelle che vengono tollerate in altre parti d'Italia.
L'altro versante è simile. E' Simonache mi scrive su Gela. Io credo che la vicenda del petrolchimico di Gela, dove io sono stato in visita - il primo ministro dell'Ambiente, da sempre, che si è recato in quello stabilimento - e dove ci stiamo impegnando per realizzare un vero risanamento e siamo già riusciti ad ottenere un primo risultato: che l'acqua potabile vada ai cittadini, mentre l'acqua del dissalatore - che attualmente viene utilizzata dalla popolazione - sia destinata ad attività industriale; risolvendo uno dei paradossi incredibili che io ho trovato: l'acqua migliore andava all'industria e quella dissalata - e francamente molto scadente - veniva distribuita ai cittadini. Ovviamente non basta, bisogna che ci sia un'azione molto determinata. Per questo ho chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico che sulle bonifiche si investano molte risorse finanziarie.
Il mondo industriale deve capire che è necessario investire risorse per risanare, ripulire e salvaguardare la salute pubblica e l'ambiente.
La risposta ad una delle questioni poste da Aldo arriva dritta dritta dall'Espresso in edicola questa settimana. Un bella intervista al Prof. Carlo Rubbia:
[...] A scommetterci è lo stesso Rubbia, richiamato in Italia dal ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, proprio per dare un impulso allo sviluppo di questo tipo di solare. "La più grande centrale moderna di solare termodinamico", spiega il premio Nobel a 'L'espresso': "Funziona ininterrottamente dagli anni Ottanta. Due chilometri quadrati di specchi dispiegati nel deserto del Mojave, vicino a Barstow, in California, producono 354 megawatt di elettricità, quando la centrale è alla potenza massima. In un anno a Barstow sfornano un miliardo di chilowattora: per intenderci, l'equivalente della produzione energetica annuale di un reattore nucleare di 150 megawatt". [...]
[...] "Le tecniche di produzione di energie elettriche rinnovabili di prima generazione - l'idroelettrico, la combustione dei residui delle biomasse e il geotermico - e quelle più recenti, ma già mature, di seconda generazione - cioè il solare termico, l'eolico, il fotovoltaico e il risparmio energetico - non sono sufficienti a limitare adeguatamente gli effetti dovuti ai combustibili fossili", prosegue Rubbia: "Ma fortunatamente un grandissimo impulso in questa giusta direzione può venire dall'uso massiccio di energia creata col solare termico dai paesi africani del vicino Mediterraneo. Se unita a un sistema semplice ed economico di accumulo termico, la produzione può perfettamente rispondere alla domanda. È possibile generare grandi quantità di energia elettrica a prezzo competitivo e senza inquinamento". [...]
A complemento, sempre sullo stesso settimanale, un articolo che riassume la situazione del fotovoltaico in Italia:
[...] "La crescita del fotovoltaico sta superando tutte le previsioni", aveva dichiarato qualche mese fa Aldo Iacomelli, segretario dell'International solar energy society Italia. Aggiungendo che entro il 2040 questa fonte energetica garantirà il 24 per cento dell'elettricità globale. Restando in Italia, l'obiettivo del governo di arrivare a 3 mila megawatt entro il 2016, annotava Iacomelli: "Serve a dare un'idea delle potenzialità del settore". [...]
Andrea si è perso, nel web. Eccoci quindi a fargli trovare la strada giusta. Solo una piccola premessa. Sapevamo già che aprendo le porte alla comunicazione online ed alla possibilità di relazionare in diretta con i cittadini, alcune incomprensioni sarebbero potute emergere. Noi siamo sempre ben disponibili a collaborare per rendere i servizi più fruibili, son quindi ben accette tutte le richieste di chiarimento e precisazione, sempre però che rimangano nei limiti della buona educazione.
Ma veniamo ad Andrea. Affermi che non riesci a trovare l'impianto di Malagrotta, tra le VIA pubblicate sul sito del Ministero dell'Ambiente, questo perchè la VIA - in questo specifico caso - non è di competenza ministeriale, ma della Regione Lazio e quindi, per avere informazioni, dovrai rivolgerti direttamente all'amministrazione regionale.
Caro Andrea, affermi anche che ci sarebbe una incongruenza tra quanto pubblicizzato e quanto effettivamente riscontrato sul sito. Ma il sito non prevede un "uffico informazioni" sulle procedure in corso poichè tali dati sono già pubblicati sul sito, è proprio questo lo scopo del portale: informare il pubblico sulle procedure e permettere la consultazione della documentazione ai sensi di legge. L'indicazione di rivolgersi alla Direzione, per la quale è stato indicato un numero di telefono, si riferisce solo ad esigenze di trasmissione delle osservazioni nei casi in cui non sia disponibile la documentazione in formato digitale dei progetti inviati dai proponenti. E' invece presente una casella di posta elettronica per i problemi del sito.