I giovani non vogliono estinguersi. Catastrofe climatica può essere evitata

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“La grande mobilitazione mondiale di giovani contro il cambiamento climatico è il grido di allarme di una generazione che rischia di assistere all’inizio dell’estinzione dell’homo sapiens, così come temuto dal Rapporto dell’Onu (IPCC) dell’8 ottobre 2018″. Lo dichiara l’ex Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio a margine della partecipazione alla manifestazione di oggi a Roma per il “Global Climate Strike”, insieme ai giovani della Coldiretti.

“Dopo il Papa, anche il Presidente della Repubblica italiano parla apertamente di catastrofe climatica in atto ed è incredibile ricordare che sono stato addirittura accusato di ‘catastrofismo’ per aver lanciato nel 2007, alla Conferenza Nazionale sul Clima del Governo italiano, l’allarme per un cambiamento climatico sempre più veloce, una proposta di interventi concreti per la fuoriuscita dai fossili e per un efficace Piano di adattamento. Oggi occorre riprendere subito le conclusioni di quella Conferenza, trascurate per oltre dieci anni, e predisporre subito una legge per la transizione energetica che preveda la fuoriuscita dell’Italia dai combustibili fossili”, sottolinea il Presidente della Fondazione UniVerde.

“Questo significa coerentemente dire ‘no’ alle trivellazioni petrolifere e a opere climalteranti nel breve periodo, come la costruzione di un secondo tunnel nella Val di Susa, e puntare decisamente sulle azioni utili: rinnovabili e vera mobilità sostenibile, agricoltura sempre più biologica ed ecologica, e stop al consumo di suolo” conclude Pecoraro Scanio.

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